“Partendo dal presupposto inviolabile, indiscutibile ed indiscusso che l’acqua era, è e non potrà che restare un bene pubblico, la Corte Costituzionale ha chiarito che la gestione dell’acqua è un servizio a rilevanza economica e, come tale, la legiferazione in materia è di competenza statale.

Respingendo i ricorsi della Puglia e di altre Regioni, quindi, la Consulta individua anche la non opportunità per le Regioni, di procedere con legge perché tale legge sarebbe incostituzionale, in quanto la lefigerazione è di competenza statale, ma anche contraria a leggi dello Stato, ossia la legge di riforma del Governo Berlusconi in materia di servizi pubblici locali.” Dichiara il capogruppo consiliare PdL, Rocco Palese
“Che Vendola e la sinistra abbiano necessità di tradurre in atti amministrativi le demagogiche, populiste e false promesse elettorali (acqua pubblica e acqua gratis per tutti) non è materia che può far presa sulla Corte Costituzionale. La Consulta, quindi, chiarisce che eventuali leggi in materia approvate da singole Regioni, sarebbero bocciate.
La situazione è abbastanza chiara e pare l’abbia capita anche la maggioranza di centrosinistra che stamattina in commissione ha chiesto una sospensione della discussione sul ddl in materia della Giunta, per approfondire la sentenza della Consulta.
Sappiamo per esperienza che non bastano le pronunce della Corte Costituzionale per fermare l’ostinazione e il giustizialismo ideologico del presidente Vendola e siamo quasi certi che, al suo ritorno dalla gita negli Usa, Vendola deciderà di andare avanti come un ariete, approvare la legge, farsela impugnare dal Governo e farsela bocciare dalla Corte Costituzionale. In tal modo la sua campagna elettorale nazionale potrà seguire il solco di quella regionale, continuando a promettere fesserie ai pugliesi, per poi prendersela col Governo nazionale che gli impedisce di ‘dare acqua gratis ai cittadini’.
Noi, invece, ci auguriamo che il buon senso e un minimo di responsabilità abbiano la meglio e che Vendola rinunci a portare avanti una legge illegittima come altre che pure ha approvato sapendo in anticipo che sarebbero state bocciate dalla Consulta. Non si può, infatti, ignorare il dato che ognuna di queste ostinazioni di Vendola contro il Governo e dinanzi alla Corte Costituzionale, costa ai cittadini pugliesi non meno di 25mila euro a ricorso, come spese di incarichi legali affidati dalla Giunta Regionale per la costituzione della Regione. E anche così i pugliesi pagano, di tasca loro, l’eterna campagna elettorale di Vendola!”

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