«Quasi un anno fa, il nostro movimento – scegliendo l’insolito strumento di una letterina aperta al sindaco di Lecce in vista delle festività natalizie – chiedeva a gran voce che la scottante questione della stabilizzazione dei precari SGM si sciogliesse a favore degli stessi lavoratori».

Aldo Aloisi, presidente del movimento politico “Azzurro Popolare”, si congratula con l’amministrazione comunale leccese ed esprime viva soddisfazione per l’esito della vicenda. «Seppure a distanza di undici mesi, i lavoratori vedranno riconosciuti i propri diritti. Con forza e determinazione avevamo chiesto al sindaco Perrone che, per potenziare la pattuglia di autisti urbani, ci si rivolgesse alle graduatorie su cui sono impressi i cognomi dei precari. Per allestire la nuova squadra occorreva scommettere sugli esperti lavoratori che, da tempo, attendevano la stabilizzazione, e così è stato (forse anche per merito nostro). Da oggi comincia dunque una nuove fase, un periodo felice. Ed il giovane sindaco leccese ha dimostrato che, se davvero lo desidera, può far seguire i fatti alle parole. I nostri complimenti vanno, prima di tutto, al pragmatismo del presidente di SGM Gianni Peyla che ha saputo risolvere la faccenda nel migliore dei modi. Suo è il merito della stabilizzazione e l’encomio per il sapiente risultato gestionale».

«In tanti avevano apprezzato l’accorato appello della nostra missiva, che aveva sorpreso l’opinione pubblica per forma e toni, contribuendo a che il tema della stabilizzazione dei precari storici tornasse d’attualità. Oggi finalmente Azzurro Popolare, insieme alle famiglie leccesi, può festeggiare al fianco degli autisti che muovono e velocizzano, tra mille insidie, la Città. Al plauso per il sindaco Perrone non può non aggiungersi la nostra “consueta” tiratina d’orecchie. Questa felice vicenda dimostra che, con l’impegno serio dei nostri migliori amministratori, si può davvero dare una risposta concreta ai problemi dei cittadini. Ci auguriamo, dunque, – chiosa il presidente Aldo Aloisi – che questo episodio sia di esempio e sprone per il primo cittadino, purtroppo non sempre efficace come in questo caso: il suo mandato volge infatti al termine ed, in questi due anni che ci separano dal confronto con le urne, deve poter raccogliere i frutti di quanto seminato nell’avvio di legislatura».

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