Maggioranza battuta in Consiglio regionale sull’approvazione dell’ordine del giorno presentato dai consiglieri di centrodestra sulla “Riorganizzazione della rete consultoriale pugliese” avente ad oggetto la delibera di Giunta n. 735 del 15 marzo 2010, relativa al progetto di ridefinizione dei consultori.
Il risultato del voto ha visto 33 voti favorevoli (Pdl e Udc) 19 contrari (centrosinistra) e uno astenuto.

Considerata l’importanza dell’argomento, i proponenti chiedono al Governo regionale di “riferire al Consiglio le motivazioni della delibera in questione e che si possa aprire una discussione in merito e una approfondita riflessione di carattere tecnico, etico, giuridico e politico sulla finalità ed efficacia di un servizio di straordinaria valenza sociale, come il presidio di socialità per la salvaguardia della vita e l’assistenza alle famiglie”.
Con un emendamento aggiuntivo all’odg, presentato sempre dal centrodestra e approvato a maggioranza, sempre con in voti dell’opposizione, si chiede altresì la revoca della deliberazione di Giunta.
“Contro il provvedimento – hanno ribadito in Aula i consiglieri del Pdl Zullo, Congedo e Surico  –  alcuni medici obiettori hanno presentato persino un ricorso al TAR, la cui sentenza ha confermato quanto le associazione delle famiglie e dei medici sostenevano da tempo sull’illegittimità dell’esclusione degli obiettori di coscienza dai Consultori Familiari”.
Il consigliere dell’Udc, Euprepio Curto, nel suo intervento ha sottolineato la differenza abissale che c’è tra quello che produce ogni giorno la Giunta Vendola e la posizione dell’Udc, “considerato il forte valore della vita umana”.
Di atteggiamento assurdo ha parlato invece il consigliere di Sel, Donato Pellegrino, riferendosi al fatto che la destra abbia attaccato questo provvedimento  additandolo come “suggerito dal furore ideologico”.
L’assessore alle politiche della salute, Tommaso Fiore, ha replicato dicendo che anche se le due delibere hanno suscitato una protesta, era necessario riorganizzare il sistema consultoriale per concentrare una presenza più ampia e per offrire il più possibile le prestazioni. “Di Questa problematica – ha proseguito Fiore – si è riappropriata la Puglia e non potevamo occuparci solo della gravidanza voluta. Abbiamo cercato di costruire un modello di garanzia che tutelasse la donna dalla a alla zeta. A seguito di un’inchiesta condotta su tutto il territorio è emerso che il settore dell’interruzione della gravidanza volontaria è privatizzato. Si scontravano così due diritti e bisognava decidere quale fosse prevalente: quello della donna o quello del medico?”
“Il Tar ha deciso a favore del medico e a questo punto  – ha concluso Fiore – è inevitabile che per migliorare i sevizi noi dobbiamo ricorrere per l’ennesima volta alla ridefinizione dei consultori”

 

loading...

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

quattro − 1 =