“A sentire il presidente Vendola – dice Rocco Palese – l’Acquedotto Pugliese è oggi una macchina che funziona perfettamente, fiore all’occhiello del suo Governo.
Ammesso che ciò fosse vero ci sarebbe da ricordare un po’ di storia.

Nel 1999 l’Acquedotto era Ente Pubblico praticamente allo sfascio, quando il Governo D’Alema lo commissariò fino ad arrivare a trasformarlo in Spa. Il che, a sentire Vendola, ha dato oggi grandi risultati.
Non si capisce, quindi, perché Vendola voglia tornare al passato, ritrasformare l’Acquedotto in Ente Pubblico e, soprattutto, sostituire l’attuale amministratore unico con un Consiglio d’Amministrazione composto da ben cinque persone.
Alla luce dei ‘meravigliosi’ risultati che Vendola dice di aver ottenuto fino ad oggi, quindi, perché cambiare?
E perché Vendola, pur consapevole che anche questa legge sarà impugnata dal Governo nazionale, si tuffa in questo ennesimo scontro istituzionale? Evidentemente l’accanimento con cui il Governo nazionale cerca di somministrare alla Puglia la terapia del rispetto della Costituzione, è del tutto inutile.
Chi dice a Vendola che questa sia la strada migliore per l’Acquedotto e per i pugliesi?
Chi gli dice che con questo ritorno al passato il futuro non sarà peggio del presente?
Chi gli dice che la moltiplicazione delle poltrone del management (da una a ben cinque) non vanificherà quei meravigliosi risultati che dice di aver ottenuto?
Vendola dice che la grossa novità è che oggi l’Acquedotto riesce a dare da bere.
Vuol per caso tornare ai tempi in cui si diceva che dava più da mangiare?”