Il reparto di rianimazione dell’ospedale di Gallipoli – afferma il consigliere regionale Antonio Barba – non può e non deve rimanere inoperativo per altro tempo. Gli anni che si sono sprecati bastano e avanzano!

Proprio per questo, nella prossima settimana, presenterò un’interrogazione al Presidente Vendola e all’Assessore alla Sanità, Tommaso Fiore, chiedendo di incontrarli anche personalmente, per sapere se non ritengano doveroso intervenire al fine di riaprire un reparto chiuso da cinque anni e che potrebbe fornire al bacino d’utenza servito dal nosocomio jonico ben otto posti letto.
Per una città come Gallipoli e per la sua area territoriale di riferimento, che decuplicano i loro abitanti nel periodo estivo, è cosa quanto mai necessaria e non più procrastinabile.
E invece, a mo’ dell’ennesima cattedrale nel deserto, assistiamo alla gravità di un reparto di rianimazione in tutto e per tutto pronto all’uso, i cui software vengono trimestralmente aggiornati, che rimane fermo e inoperoso, incapace di rispondere alle domande e alle richieste di salute pubblica del territorio.
Da me incontrati varie volte alcuni operatori medici e paramedici hanno garantito che con poche decine di migliaia di euro questo reparto diventerebbe una struttura all’avanguardia in grado, finalmente, di rispondere ai bisogni dei cittadini e dell’interland tutto.
Lungi da noi qualsiasi polemica di carattere politico! Per chi ha il dovere di rappresentare le istanze e le esigenze di un territorio, le questioni devono essere affrontate in maniera puntuale, a prescindere dal colore del governo politico a cui ci si rivolge. L’inattività del reparto di rianimazione dell’ospedale di Gallipoli è, tuttavia, un inno allo spreco che tutti insieme dobbiamo affrontare e risolvere se vogliamo restituire credibilità all’istituto della rappresentanza politica e rendere un servizio alla comunità.