L’on. Teresa Bellanova ha inoltrato questa mattina al Prefetto di Lecce, Mario Tafaro, una lettera in merito alla vertenza BAT. Riportiamo di seguito il testo integrale

Egregio Sig. Prefetto,

in data 25 settembre 2010 si è tenuto un incontro, da Lei convocato, presso la Prefettura di Lecce alla presenza dei rappresentanti istituzionali e le parti sociali per affrontare la difficile vertenza della British American Tobacco ed il dramma occupazionale che l’eventuale chiusura del sito leccese e la conseguente delocalizzazione della produzione avrebbero potuto segnare sul territorio salentino.
A questo tavolo istituzionale ha fatto seguito un documento sottoscritto dagli stessi attori socio-istituzionali presenti all’incontro, con cui si chiedeva che venisse promosso, nel più breve tempo possibile, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un momento di confronto tra tutte le parti interessate al fine di contrastare nei modi e nei termini più opportuni la decisione della BAT volta a delocalizzare la produzione di sigarette dallo Stabilimento di Lecce presso altri siti non nazionali, e così da scongiurare l’interruzione della produzione nazionale nel settore con la conseguente espulsione dal mercato del lavoro di circa 400 addetti.
In data 18 ottobre anche il Consiglio comunale di Lecce, al termine di una seduta monotematica, ha licenziato all’unanimità un documento in cui veniva ribadita con fermezza la stessa linea, già emersa nel corso del suddetto incontro in Prefettura, di contrarietà sia alla chiusura dello stabilimento che alla riconversione industriale del sito.
In data 19 ottobre invece, nel corso di un incontro tra la BAT Italia ed i Ministri per i Rapporti con le Regioni e per lo Sviluppo Economico, l’azienda dichiarava l’irrevocabilità della propria decisione. Posizione poi ribadita il giorno dopo, 20 ottobre, in occasione del tavolo convocato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, dove però non erano stati invitati tutti i rappresentanti istituzionali che lo avevano richiesto, vista l’esclusione dei parlamentari.
In seguito a quel tavolo, si sarebbe tenuto un incontro a Londra tra rappresentanti del Governo ed i vertici della multinazionale del tabacco, circostanza questa che noi apprendiamo soltanto dalla stampa. Sembrerebbe che nel corso di questo incontro, la casa madre della British American Tobacco abbia non solo confermato la decisione di chiudere ma anche chiesto di stringere i tempi sul piano di riconversione predisposto dall’azienda. Richiesta cui i rappresentanti hanno immediatamente dato corso convocando, inizialmente per il 2 novembre e successivamente slittato al 5, un incontro con le rappresentanze dei sindacati e le aziende inserite, dall’azienda stessa, nel suddetto piano di riconversione industriale.
Risulta quindi evidente come, nel susseguirsi degli accadimenti, siano state totalmente disattese le determinazioni cui si era giunti nel tavolo istituzionale, da Lei convocato, in data 25 settembre sia dal punto di vista formale, vista l’esclusione di buona parte degli attori istituzionali coinvolti dagli appuntamenti successivi, sia sul piano sostanziale, in considerazione delle ultime evoluzioni della vicenda.
Per questo motivo sono qui a chiederLe la convocazione di un ulteriore momento di confronto, tra gli stessi attori presenti al tavolo del 25 settembre, al fine di individuare ogni azione che sia ancora possibile mettere in atto allo scopo di scongiurare questa ulteriore sciagura sul punto di abbattersi sulla già drammatica situazione occupazionale del Salento.
Certa della Sua condivisione sull’importanza della situazione sopra citata, resto in attesa di un Suo gentile riscontro e colgo l’occasione per inviarLe  miei più cordiali saluti.

Lecce, 3 novembre 2010                            on. Teresa Bellanova