All’appuntamento leccese con il segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani, hanno partecipato in tanti, la sala del cinema Massimo era gremita e i massicci consensi si sono misurati con l’intensità degli applausi alle dichiarazioni di Bersani, stimolate dalle domande  del direttore di Nuovo Quotidiano di Puglia, Claudio Scamardella

 

Numerose anche le personalità di spicco del partito, dal Senatore Alberto Maritati al sindaco di Bari Michele Emiliano, oltre a Sergio Blasi, Salvatore Capone, Antonio Maniglio. Filo conduttore dell’incontro, la crisi politica che ha colpito partiti di destra e di sinistra e la sfiducia degli elettori orientati all’astensionismo. L’Italia è l’unico paese uscito dal muro di Berlino, discreditato dagli altri paesi europei per non aver saputo costruire una democrazia partecipativa, per aver sostenuto la politica del “ghe pense mi” (ci penso io) ad opera di un Presidente del Consiglio, attualmente in fase calante di consensi, ma che ha lanciato un’idea di gestione di Paese che va assolutamente riformata.

E’ stato questo il commento di Bersani alla domanda sull’anomalia dei consensi del Pdl ma anche del Pd. Ovviamente, ha continuato il segretario, in questo momento vige un senso di scoramento in chi ha sostenuto l’attuale leader di governo ed una rabbia impotente dall’altra parte che sfocia nella totale mancanza di fiducia nella politica. Da  questo punto il Pd deve partire con una grande idea di rinnovamento che, se messa correttamente in atto, porterà nuova forza al partito.

E’ stato chiaro Bersani sull’idea di alleanze, non accetterà schieramenti con altri partiti e alla domanda incalzante di Scamardella sulla possibilità di sconfitta del Pd se gli altri leader, Fini e Casini sosterranno il Pdl, Bersani ha dichiarato di dover a tutti i costi uscire dalla fase di stallo e per farlo saranno chiamati a raccolta chiunque sia disposto ad offrire un contributo vincente. Anche l’esempio di Vendola, che ha rovesciato ogni schema prestabilito vincendo le primarie e le regionali, non è piaciuto al segretario ma non esiterà a sostenere il governatore della regione Puglia, qualora dovesse scontrarsi alle primarie governative e perdere. Prima ancora di pensare al nuovo governo, ha sottolineato Bersani, biasogna mandare a casa il vecchio, domani saranno riuniti gli organismi di partito e, alla luce di ciò che nel frattempo emergerà da altre dichiarazioni, si deciderà per la mozione di sfiducia all’attuale governo.

Alla tappa di Brindisi, dove l’attendeva il Forum Ambiente, Bersani pur non pronunciando il suo atteso “no” sulla costruzione del rigassificatore, ha offerto il proprio appoggio alla vicepresidente della regione, Loredana Capone,  affermando che non c’è paese industriale che non abbia la chimica o la siderurgia, ma nel dibattito energia-ambiente “bisogna valutare tutto, calcolando i costi e arrivando allo strappo solo quando è necessario”.

 

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