Era chiaro a tutti che quello di Bologna rappresentava un vero e proprio “esame trasferta”. Un solo punto nelle precedenti uscite in campo avverso reclamava chiarezza circa la tenuta dei giallorossi lontano dalla protezione delle mura amiche.

De Canio scieglie di tappare i buchi delle numerose assenze mandando in campo Giuliatto e Gustavo nelle retrovie con Munari e Grossmuller a completare il centrocampo. La prima parte della gara si caratterizza per un sostanziale equilibrio; forse il Bologna (gioca in casa e deve recuperare in classifica) dà vita a qualche iniziativa in più mentre il Lecce controlla senza soverchi affanni non disdegnando di “sfrugoliare” la difesa felsinea; questo per dire che, tra i due portieri, è Rosati a dover tenere gli occhi ben aperti in più circostanze.
Il Lecce, che di idee deve averne in serbo, preferisce non declinarle in attesa, forse, di qualche svarione bolognese di cui approffittare. Di Vaio, vivacissimo, ha la palla buona al 37°: la sua girata di testa sfiora il palo sinistro per la disperazione di Malesani; all’intervallo è ancora zero a zero.
Dal sottopassaggio non sbuca Piatti, sostituito da Vives: prende forma il 4 – 4 – 2 . Dal fischio di ripresa trascorre un solo minuto quando Munari si incunea in area a raccogliere di testa la parabola innescata da Giuliatto, ma trova Viviano attento al limite del “miracoloso”. Dunque il Lecce sembra deciso ad imprimere la propria impronta sulla partita che cresce di tono diventando anche divertente.Non durerà a lungo!
I due portieri non sono chiamati agli straordinari, questo è lampante, ma non possono distrarsi per un solo attimo; i campanelli d’allarme trillano frequentemente. Citazione per Rispoli: IMPECCABILE! Nel suo territorio non c’è trippa per gatti, tutto chiuso a doppia mandata. E intanto il Bologna sembra sgonfiarsi progressivamente, la spia del carburante segnala “riserva” costringendo Malesani ad effettuare due cambi in venticinque minuti; il terzo arriverà al 32°.
I benefici si materializzano immediatamente; il Bologna riprende il comando delle operazioni piazzando le tende nel campo nemico, ma di autentiche bordate neanche a parlarne.
Puntuali come una cambiale svizzera arrivano i minuti finali della gara, quelli che spesso risultano fatali ai giallorossi: nel breve trascorrer di un solo minuto ( dal 39° al 40°) Di Vaio e Gimenez bucano due volte Rosati.
L’esame di trasferta registra dunque la bocciatura del Lecce perchè si ha un bel dire (e scrivere) circa le presunte superiori qualità dei giallorossi e della buona tenuta per una ottantina di minuti: la partita, si sa, inizia al minuto numero 1 e finisce al 90° più recupero; i minuti sono gli uni perfettamente uguali agli altri, non ne esistono di più importanti e di trascurabili. Pertanto, se incassi due reti in un minuto non hai che da rammaricarti con te stesso e nel contempo non ti rimanae da fare altro che cercare di individuare le cause dell’interruzione di corrente! Per porvi rimedio.

 

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