“La buona sanità è il risultato di diversi fattori, che non riguardano, sempre e soltanto, i medici e gli amministratori, ma coinvolgono anche i cittadini. Constatare, ad esempio, che il 41% degli appuntamenti diagnostici o specialistici viene disertato dagli utenti senza alcuna comunicazione, fa male a quel meccanismo complesso, che si chiama, appunto, buona sanità”

È quanto dichiara il consigliere della Regione Puglia e presidente di “Moderati e Popolari”, Antonio Buccoliero.
“È opportuno – prosegue Buccoliero – alla luce di questi dati, che non solo la Regione Puglia applichi una sorta di “penale” da far scattare nel momento in cui l’utente prenotato per una visita diagnostica o specialistica decidesse di disertare l’appuntamento, ma dia vita anche ad una campagna di sensibilizzazione, che punti a diffondere la cultura del rispetto dell’altro. Chi, infatti, rinuncia ad una visita o ad un esame senza avvisare non solo danneggia la complessa macchina sanitaria, ma priva un’altra persona della possibilità di usufruire, in tempi rapidi, di un diritto fondamentale. Credo che sussista ancora una forma di superficialità, che porta spesso a considerare i propri diritti un’esclusiva proprietà; così non è, dal momento che il corretto funzionamento di ogni macchina amministrativa, compresa quella delicata della sanità, richiede un coinvolgimento diretto e responsabile di tutti gli attori interessati. Disdire una visita di cui non si ha più necessità, significa velocizzare i tempi di attesa per altri utenti, evitando inutili inceppamenti e offrendo la possibilità agli addetti ai lavori di razionalizzare al meglio le prenotazione e, dunque, i tempi di attesa. Per questa ragione prevedere una vera e propria ‘penale’ per chi non disdice in tempo la prenotazione, significa responsabilizzare quell’utenza, che ritenga quello alla salute un proprio diritto esclusivo”.
“Sarebbe necessario, tuttavia – conclude Buccoliero – che questa misura legislativa venisse adeguatamente sponsorizzata, perché l’obiettivo primario non deve essere quello di punire e danneggiare, ma di far maturare nei cittadini più disattenti quella cultura del rispetto, che deve essere alla base del corretto funzionamento di ogni apparato amministrativo”

 

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