“Una mozione di sfiducia, che non vuole essere una strumentalizzazione politica, ma vuole richiamare Vendola al preciso dovere di governare, con serietà e impegno, la Puglia e i pugliesi.

Se queste non fossero più le sue intenzioni, sarebbe opportuno che egli non perdesse ulteriore e inutile tempo, perché gli unici a pagarne le conseguenze sarebbero solo i cittadini pugliesi”.
È con queste parole che il consigliere della Regione Puglia e presidente di “Moderati e Popolari”, Antonio Buccoliero, ha spiegato la Mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che domani presenterà in Consiglio regionale. Una mozione non targata “Moderati e Popolari”, proprio perché vuole essere l’iniziativa bipartisan di un Consiglio regionale, che intende richiamare ai suoi precisi doveri di Governatore l’on. Vendola.
“Stiamo assistendo – prosegue Buccoliero – all’assenza politico – istituzionale di un presidente che, appena otto mesi fa, ha assunto un chiaro impegno con i pugliesi, accettando di guidare una coalizione di centro – sinistra per proseguire, a suo dire, il rilancio dell’intero territorio pugliese. Rilancio che, ahimè, ad oggi fatichiamo non solo a vedere, ma anche a presagire con un’amministrazione regionale, che naviga a vista e cerca di ingannare il tempo in attesa di capire le reali intenzioni del suo comandante”.
“Tutto questo non può essere accettato e non può passare nel silenzio – aggiunge l’esponente Mep – per questa ragione, attraverso una mozione di sfiducia, che sarà sottoposta all’attenzione di tutti i consigliere regionali tanto di maggioranza che di opposizione, s’intende richiamare ai suoi precisi doveri il governatore Vendola, perché risponda in Consiglio sulla necessità di confermare il suo impegno esclusivo per la Puglia o, in caso contrario, volendo inseguire i progetti personali di crescita politica, rassegni le dimissioni e consenta alla Puglia di recuperare il tempo ed il terreno perduto sulle questioni fondamentali che sono a cuore dei pugliesi”.
“Si tratta – ha concluso Buccoliero – di un atto di coerenza e di responsabilità, che non può venire meno”

CONDIVIDI