Possiamo parlare di partita dei rimpianti? Si, possiamo farlo perchè il Lecce ha letteralmente gettato via l’intero primo tempo quando ha incassato ben tre gol per poi offrire il meglio di sè nel corso della ripresa.
Sugli spalti, a seguire la partita, non c’è molta gente, piove.

Il Lecce cambia ancora una volta formazione quasi che la ricerca di quella definitiva fosse ancora in corso, non ultimata: Vives e Mesbah esterni dietro con Diamutene e Fabiano centrali; a centrocampo rientra Munari con Bertolacci, Jeda (applaudito dai suoi ex tifosi) supportato da Di Michele e Olivera, Giacomazzi a protezione della linea bassa.
Al 4° il Lecce sbanda; il ginocchio di Rosati ferma Matri e poi ci pensa il palo: brividi già in avvio. Ma al 7° Matri salta Vives e Diamutene come birilli e va a segno. Incredibile! Due difensori saltati con una facilità disarmante. La partita del Lecce deve ancora iniziare ed è già in salita. Vives è a disagio in marcatura, Diamutene è sbrigativo e perciò impreciso, il Cagliari insiste pericolosamente.
Al 15° Matri si ripete: nessuno lo degna di un minimo di attenzione, facile la girata di destro per il  2 – 0. Per sapere chi è Matri basterebbe sfogliare l’album delle figurine, ma evedentemente non tutti ne hanno uno. Il Cagliari si distrae su una punizione battuta da Olivera, ma Giacomazzi manca la deviazione per un soffio; il Lecce tenta di rialzare la testa, si fa pericoloso ancora con Giacomazzi.
Il terzo gol è firmato da Canini: su battuta d’angolo salta indisturbato, a con trastarlo non c’è nessuno e così siamo a 3. Bertolacci è elegante, preciso negli smistamenti, ma raramente orientato in avanti, tanti appoggi laterali o verso le retrovie; la spinta latita. Sul campo continua a cadere la pioggia, dalle parti di Rosati un pò di più.
Ripresa. Entrano Ofere e Donati, Vives e Jeda restano sotto la doccia; il Lecce ritorna in partita all’8°: Olivera resiste ad un contrasto, insiste ed insacca sia pure in equilibrio precario: Il Lecce ci mette più carica, riaffiora l’agonismo dimenticato, vuole rimettere in discussione il risultato; dunque la reazione c’è, e non è la prima volta. Ci prova anche De Canio che in panchina sembra sconsolato e un po’ deluso: Ci prova spostando Mesbah in posizione più avanzata ed inserendo Brivio al posto di Bertolacci.
A dieci minuti dal termine si riapre davvero la partita: è Di Michele, favorito da Munari, ad incunearsi e battere Agazzi. Il 3 . 2 dà coraggio ai giallorossi che insistono anche perchè il Cagliari è sulle gambe per esaurimento birra, ma finisce con la vittoria degli isolani!
Viene da chiedersi che partita sarebbe stata se il Lecce avesse giocato anche nel corso della prima frazione! Consola davvero poco questa splendida e non nuova reazione perchè, al tirar delle somme, dobbiamo registrare l’ennesima sconfitta esterna!