“La sottoscrizione dell’accordo tra il Governo e la Regione Puglia sul Piano di rientro sanitario smentisce totalmente ogni illazione su un presunto intento ritorsivo da parte di Berlusconi, Tremonti e Fitto nei confronti del governo-Vendola, e tanto meno della Puglia in quanto tale.

Ora è più chiaro a tutti che il Piano di rientro non era “una pistola alla tempia dei pugliesi” come ha sostenuto il Presidente Vendola, ma la possibilità per la Regione di rientrare dal deficit e di porre riparo alle inadempienze finanziarie e di programmazione, ed di accedere così ad una quota integrativa del Fondo Sanitario Nazionale di ben 500 milioni di euro senza i quali l’intero sistema sanitario pugliese rischia di saltare. Adesso tocca al Governo Vendola operare per garantire il diritto alla Salute dei Pugliesi garantendo loro un adeguata qualità dell’offerta sanitaria“.