“Le ripetute bocciature del Governo regionale ad opera di vari livelli giurisdizionali, dalla Corte Costituzionale (su nucleare, acqua, assunzioni nella sanità), al Tar (su consultori familiari e competenze professionali dei geometri), all’Authority della concorrenza

(su riparto tetti di spesa per il privato convenzionato in sanità), pongono un problema molto grave per il prosieguo non solo dell’attività della Giunta, ma anche di quella legislativa del Consiglio regionale.
Quel che è certo è che, per la dignità dell’Istituzione ed a garanzia degli stessi interessati, non potremo più accontentarci di provvedimenti rivenienti da uffici che appaiono, alla luce di quanto accaduto inaffidabili per incompetenze professionali o per semplice malafede che sia. Né si dovrà più consentire che si varino leggi dal mero contenuto ideologico, in contrasto con i principi fondamentali del diritto, solo per fini auto-propagandistici del governatore Vendola e dintorni.
Dobbiamo evitare, nell’interesse anche della maggioranza che la governa, che la nostra Regione diventi lo zimbello dei tribunali d’Italia, suscitando ad ogni suo atto un sorriso sarcastico di compatimento, con successiva probabile stroncatura.
Si deve cominciare dai provvedimenti in itinere su cui non bastano le rassicurazioni di giuristi di parte (vedasi l’assessore Amati, suggeritore dello strafalcione giuridico di una legge ‘a condizione’, che sta ostacolando il cammino del piano di rientro sanitario) per sgombrare il campo da dubbi di incostituzionalità condivisi anche da autorevoli colleghi della maggioranza (per esempio il presidente Maniglio) dai quali non possiamo non attenderci comportamenti conseguenti.”

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