“Lo avevamo già notato: Antonio Rotundo è soggetto quanto mai sensibile alle variazioni meteorologiche. Tornata infatti la pioggia, ha nuovamente cambiato opinione sui co.co.co: l’altro giorno ci accusava di non averne stabilizzati 50, oggi s’indigna perché quegli stessi co.co.co. sono stati retribuiti lo scorso anno.

Che dire? Ne prendiamo ancora una volta atto sempre con maggior dispiacere”. 
Così Michele Giordano Assessore al personale del Comune di Lecce commenta la presa di posizione dell’onorevole Antonio Rotundo a proposito dei contratti di consulenza esterna siglati da Palazzo Carafa. “L’onorevole Rotundo, oltre a cambiare idea ad ogni giro di vento, ha anche la memoria corta, o forse gli conviene averla: dimentica infatti che sino al 2007 si sono spesi ogni anno 2 milioni di euro per 72 collaboratori esterni. Nel 2009, grazie ad un nostro paziente lavoro di ricognizione e di razionalizzazione delle uscite del Comune, quella spesa è scesa sotto il milione di euro, attestandosi a 700/800mila, perché questi collaboratori esterni hanno lavorato meno di 6 mesi”. E senza peraltro poter essere nuovamente impiegati nel 2010, insiste l’assessore, “nonostante la buona prova offerta negli uffici comunali”. 
Non si può insomma strumentalizzare un argomento delicato come è oggi l’argomento lavoro, spiega ancora Giordano: “Rotundo, che di professione ha sempre fatto il politico, forse ha qualche difficoltà a capire cosa significhi dover rimanere a casa senza uno stipendio. Gli basta solo poter agitare il dramma di queste persone per accusare senza costrutto, ma soprattutto a corrente alternata, l’amministrazione comunale che al contrario, senza scomporsi dinanzi ai suoi attacchi spesso scomposti, ha indetto un concorso nel quale gli ex co.co.co. avranno un bonus in più, in termini di punteggio, così come previsto dalle norme del governo Prodi: sperando che Rotundo, indipendentemente dalle variazioni meteorologiche, non dimentichi essere stato per lui governo amico”.

 

 

“Dopo avere speso nel 2009 oltre un milione di euro per pagare un nutrito esercito di consulenti esterni continua imperterrita  ad opera della Giunta anche nel 2010 l’attività di sperpero delle risorse pubbliche con l’affidamento di altri incarichi.” Replica così Antonio Rotundo.

“Così nonostante il perentorio invito del Collegio dei revisori dei conti al Sindaco a contenere la spesa limitando il ricorso all’affidamento di consulenze esterne e nonostante l’apertura di una indagine della Procura della Corte dei Conti, a palazzo Carafa si procede come se nulla fosse e si deliberano nuove consulenze, che si configurano come veri e propri atti di dilapidazione di denaro pubblico.

Uno dei nuovi incarichi di consulenza è affidato per “attività di rilevazione, monitoraggio e analisi della presenza comunale nelle società controllate o partecipate,” mentre un altro incarico ha l’obiettivo di  assicurare un alta professionalità per “ attività di supporto tecnico giuridico presso il settore sportivo per revisionare i regolamenti degli impianti”.

Si possono spendere in questo modo i soldi dei contribuenti?

La legge dice chiaramente che si devono privilegiare le professionalità interne all’ente e che il ricorso ad incarichi esterni è consentito solo in casi eccezionali.

Siamo davanti a scelte di natura clientelare, contrarie ad un uso oculato del denaro pubblico e del tutto intollerabili in presenza, tra l’altro, di una situazione finanziaria particolarmente difficile che ha comportato un aumento consistente della pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese in un momento di grave crisi economica.

A Giordano, infine, voglio dire:
1.    noi difendiamo i precari, loro mandano a casa i precari ed arruolano consulenti con parcelle profumate;
2.    provveda a pubblicare – come dice la legge – sul sito del Comune tutte le consulenze, così i cittadini avranno la possibilità di giudicare direttamente se si tratta di incarichi tutti necessari ed indispensabili, oppure di un clientelare uso dei soldi dei contribuenti.”