“L’atteggiamento del Governo nei confronti della Regione Puglia, – dichiara il Ministro per i Rapporti con le Regioni e la Coesione Territoriale Raffaele Fitto – al pari delle altre, è sempre stato improntato al principio di leale collaborazione che è proprio del rapporto tra Istituzioni della Repubblica.

Di fronte agli scomposti atteggiamenti del Governo Regionale e della sua maggioranza che definiscono ogni volta “attacco politico” il responsabile esercizio della prerogativa assegnata al Governo di proporre ricorso per conflitto di attribuzioni, è opportuno fare finalmente chiarezza.”

Dall’inizio della Legislatura, – prosegue – il Governo ha impugnato il 20% delle Leggi Regionali pugliesi, in linea con la percentuale delle altre Regioni. Quel che cambia è che sulle impugnative della Puglia il Governo ha la percentuale più alta di accoglimento dei ricorsi da parte della Consulta (l’elenco è lungo ma citiamo i casi più recenti: Legge sul nucleare, Legge sui servizi pubblici locali, meglio nota come “Acqua pubblica”) il che di per sé basta a smentire l’ipotesi che il Governo si “accanisca” contro le Leggi pugliesi e ad ingenerare il dubbio che sia la Regione a legiferare all’insegna della politica più che della leale collaborazione.

Tornando alle due Leggi in questione: la 11/2010 è stata oggetto di censura governativa perché non è possibile prevedere (come fa la Legge regionale pugliese) la cessazione dell’efficacia delle disposizioni contenute in caso di mancata sottoscrizione del Piano di Rientro nei termini previsti; la 12/2010 prevede, come richiesto dal Governo, la sospensione degli effetti di altre Leggi regionali fino al 15 ottobre ma, essendo stato prorogato fino al 15 dicembre il termine per la sottoscrizione del Piano, va prorogata fino al 15 dicembre anche la sospensione delle norme.

Detto questo, – in conclusione – sempre all’insegna della leale collaborazione e della estrema disponibilità che fin dal principio il Governo ha mostrato nei confronti della Regione Puglia prorogando per ben due volte i termini per la sottoscrizione del Piano, la lettera inviata nei giorni scorsi dal Presidente Vendola sul rispetto delle precondizioni necessarie all’approvazione del Piano (di cui all’articolo 14 del Patto per la Salute sottoscritto tra Governo e Regioni il 3 dicembre 2009) costituisce elemento utile al fine di giungere all’accordo. I numeri comunicati dal Presidente in riferimento alle internalizzazioni già effettuate precedentemente e successivamente alla data del 5 agosto, e dei quali egli si assume ogni responsabilità, costituiscono base utile; se la Regione provvederà anche ad apportare le indispensabili correzioni formali e sostanziali alle Leggi 11 e 12/2010, eliminando i profili di illegittimità costituzionale, ritengo che potrà essere rapidamente integrato il testo dell’Accordo per consentire quanto prima la firma del Piano e lo sblocco delle risorse.”

 

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