“Cooperazione colposa nel crollo parziale dell’ospedale regionale San Salvatore”. È questa l’ipotesi di reato che la Procura della Repubblica de L’Aquila ha contestato nei confronti di Michele Tundo, geometra, 62enne, di Galatina.

L’uomo, nelle scorse ore, è stato raggiunto, insieme ad altre 5 persone, da un avviso di garanzia per il crollo parziale dell’ospedale abruzzese, avvenuto in seguito al terremoto dell’aprile del 2009. Un nosocomio inaugurato soltanto nel 2000 e costato ben 200 miliardi di vecchie lire.

Insieme al salentino, che tra il 1972 ed il 1974 era stato il direttore del cantiere, nell’inchiesta figurano anche altri direttori di cantieri, ingegneri progettisti e collaudatori di mezza Italia. L’indagine, conclusasi soltanto un mese fa, ha permesso di individuare evidenti responsabilità umane dietro il collasso strutturale di diversi pilastri dei locali del pronto soccorso, della farmacia, dei muri di tamponamento e della tettoia d’accesso al pronto soccorso.

Secondo l’accusa, gli indagati, nelle qualità e con le condotte commissive ed omissive contestate, avrebbero cagionato il crollo parziale della struttura, cooperando nel porne le condizioni. Un cedimento che, a differenza degli altri avvenuti nella zona, fortunatamente, non ha causato vittime. Per tutti, la Procura abruzzese sembra intenzionata a chiedere il rinvio a giudizio.

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