Vignetta Massimo DonateoLa debolezza strutturale del sistema, la crescita delle spese obbligate a scapito del benessere delle famiglie, i redditi insufficienti e il crollo del potere d’acquisto della ricchezza finanziaria: sono questi i fattori principali della crisi dell’economia mondiale che ancora, allo stato attuale delle cose, non lascia molte speranze circa un’eventuale crescita dei consumi, quasi sicuramente, solo episodica e accidentale.

È assolutamente necessario attivare tutte le leve per il miglioramento quantitativo e qualitativo del capitale umano in Italia, la sola risorsa in grado di cambiare la prospettiva attuale in modo radicale. Le previsioni per il futuro sono ottimistiche, anche alla luce della situazione nel resto dell’Europa, ma i ritmi italiani sono ancora eccessivamente lenti: per rendere l’idea, secondo il modello previsionale di Confcommercio, il profilo della crisi assomiglia più a una ‘U’ piuttosto che ad una ‘V’; risulta cioè più smussato ma più prolungato.
Punto centrale della questione è, come accennato, il rapporto tra propensione al consumo delle famiglie, ricchezza complessiva e reddito disponibile. Soprattutto a partire del 2008 questi tre valori si sono notevolmente ridotti: conseguenza immediata è una maggiore propensione al risparmio che, seguendo il ragionamento degli esperti, è il cancro del sistema.
La povertà economica aumenta, in misura maggiore al Mezzogiorno. Soffermandoci sulla Puglia, il panorama che si presenta non è dei più rosei: la disoccupazione femminile supera notevolmente la media nazionale e, da alcuni dati Istat, emerge quanto segue:
•    il 21,1% delle famiglie pugliesi arriva con grande difficoltà alla fine del mese;
•    il 48,1% non riesce a far fronte ad una spesa imprevista di 700 euro;
•    il 17,7% ha avuto difficoltà a pagare le spese mediche;
Nel terzo trimestre 2010, la lieve tendenza al rialzo del “clima economico” in Puglia, subisce una battuta d’arresto: l’indicatore di crescita passa, infatti, da 95,3 a 93,4; rispetto alla situazione economica generale, fatto pari a 100 il Pil pro capite medio Ue, la Puglia è passata dal 77% del valore medio europeo del 2001 al 67% (Mezzogiorno 69).
Rispetto all’obiettivo della sostenibilità ambientale, si segnala una forte crescita sia di emissioni di C02 che di consumo di energia, in linea con il resto del Paese, a conferma di un ritardo complessivo nella strategia ambientale nazionale.