“Le nuove norme introdotte in Puglia per le imprese che intendono installare impianti di produzione di energie alternative, hanno dell’incredibile e dell’assurdo”. Lo dichiara il consigliere regionale salentino del Pdl, Roberto Marti.

“Incredibile  – dice Marti – è che dopo aver fatto delle rinnovabili il presunto fiore all’occhiello del Governo Vendola, dopo aver favorito la proliferazione senza regole e senza vincoli di centinaia di impianti che fanno della Puglia una vera e propria giungla, la Giunta Regionale decida improvvisamente prima di introdurre lacci, lacciuoli e oneri burocratici dell’assessorato all’Ambiente, ora tasse, vessazioni e balzelli con l’assessorato allo Sviluppo Economico. Il tutto dopo che i buoi sono già scappati e proprio mentre le aziende pugliesi per venir fuori dalla crisi chiedono sgravi fiscali e burocratici. La motivazione addotta dall’assessore  Capone, poi è assurda: evitare infiltrazioni della criminalità in questo settore. Come si può mai pensare che oneri economici da pagare alla Regione possano costituire un deterrente per la malavita? La verità è forse che la Regione ha bisogno di fare cassa e, quindi, decide di tassare, è il caso di dirlo, anche l’utilizzo di aria, vento e sole. Non si può parlare di “fase 2” in un settore in cui la “fase 1” è stata la totale deregulation. Temiamo piuttosto  – conclude Marti – che questi nuovi vincoli, burocratici, amministrativi e finanziari, finiranno col penalizzare solo le piccole e medie aziende che ancora non avevano installato pale eoliche e pannelli fotovoltaici, e i piccoli produttori, anche a livello familiare, che intendevano dotarsi di questi impianti per produrre energia per proprio consumo. Ancora una volta la Giunta Vendola tartassa i più deboli”.

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