Ammontano a circa 15 mila le cartelle di pagamento contestate in tutta Italia, su un totale di circa 18 milioni che Equitalia spedisce ogni anno. Tradotto in percentuale si tratta di una cifra prossima allo zero.

È quanto emerge dal monitoraggio condotto da Equitalia sugli effetti della direttiva anti-burocrazia, varata sei mesi fa per porre rimedio a eventuali disfunzioni nel sistema di accertamento e riscossione.   

«L’esiguità di questo dato conferma la correttezza della nostra attività – sottolinea il direttore centrale Angelo Coco – per eliminare totalmente i disguidi è necessario il massimo impegno anche degli altri soggetti coinvolti nella filiera fiscale, visto che le cartelle contestate riguardano mancate o tardive comunicazioni da parte degli enti locali all’agente della riscossione».

In base alla direttiva interna varata da Equitalia il 6 maggio 2010, i cittadini possono interrompere le procedure di riscossione presentando una semplice autodichiarazione supportata dalla documentazione che attesti, per esempio, il pagamento già avvenuto o una sentenza favorevole. In tal modo si evita ai contribuenti di fare la spola tra gli uffici pubblici perché sarà Equitalia a farsi carico delle opportune verifiche presso gli enti creditori. «Noi siamo convinti che pagare le tasse sia un dovere  – precisa Coco – ma è anche doveroso che le istituzioni pubbliche lo rendano facile, comodo e trasparente».

È in questo  contesto che si colloca il “Programma delle iniziative 2011”, consultabile sul sito www.equitaliaspa.it nella sezione “Cosa facciamo” e presto affisso in tutti gli sportelli. Il Programma mette nero su bianco i progetti e le strategie di Equitalia per agevolare al massimo cittadini e imprese attraverso guide facili, call center attivi 24 ore su 24, aperture pomeridiane di sportelli, strumenti web e altre novità allo studio.

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