Ho l’impressione che la partita di Udine  sia incommentabile dal  momento che si può dire qualunque cosa ed il suo esatto contrario. Però, così dicendo e facendo, si rischia veramente tanto…

In un mio precedente articolo ho posto il quesito relativo alla identità del Lecce chiedendomi di quale Lecce dovessimo parlare se del casalingo o dell’esterno. Oggi, credo, si debba cominciare a parlare di un Lecce il cui comportamento può essere molto pericoloso e mi riferisco al Lecce “strafottente”, al Lecce che non si preoccupa nemmeno di salvare la faccia, al Lecce che cerca alibi od al Lecce che giustifica la prestazione con un mare, ma che dico?, un oceano di ovvietà del tipo:” fuori casa abbiamo dei problemi” (come se non ce ne fossimo accorti!) oppure: “l’Udinese ha giocato meglio di noi” ( ma va là, guarda che scoperta!).
In questo oceano di banalità e frasi fatte mi sembra doveroso  sottolinearne una che mi sembra potenzialmente pericolosa e destabilizzante ed è quella rilasciata dal tecnico a fine partita: “ Difesa disattenta? Ma questo è il nostro modo di essere”, che significherebbe, in parole povere: “così è e non posso fare altrimenti”. Se veramente così fosse, allora dovremmo dire che stiamo veramente male perché non si può fare solo affidamento sul trend casalingo che, in prospettiva, potrebbe portarci solo una trentina di punti e trascurare il trend esterno che, allo stato attuale, ci potrebbe portare non più di cinque o sei punti (come si arguisce non sufficienti per una salvezza, per giunta, non tranquilla). Dinnanzi alla “mortificazione” che si era costretti a subire e, quindi, anche alla  rabbia che qualunque tifoso tradiva dal volto, faceva da contraltare il sorriso tranquillo e menefreghista di Di Michele, in occasione di un calcio d’angolo battuto dall’Udinese, e l’assoluta e “colpevole calma” che si recepiva in panchina dove, presumo, non siano mancate anche le barzellette ridanciane. Non dico che il calcio debba assolutamente essere considerato una cosa serissima, ma non vorrei che, per giustificare l’ingiustificabile, si dicesse che alla fin fine è solo un gioco,( però molto ben retribuito e con gli attori autorizzati anche a  scioperare).
Dobbiamo renderci conto che questa squadra, sol perché in qualche circostanza assistita anche dalla buona sorte, ne è uscita bene, mostra una “supponenza” assolutamente fuori dalle righe, frutto di non si sa quale convincimento. Questa squadra crede di non aver bisogno di lottare con il coltello fra i denti tanto la superiorità tecnica ed agonistica è tale e tanta che, alla lunga, prevarrà. Vedere ad Udine una difesa così alta contro uomini veloci quali sono Di Natale, Sanchez, Floro Flores, ci pone dei grossi interrogativi. Non si può sempre dire di non voler “snaturare” il gioco della squadra con cambi di tattica se, a tutt’oggi, non sappiamo quale sia il gioco della squadra se quello casalingo o quello esterno. Non basta dire che l’Udinese  è più veloce per giustificare una sconfitta umiliante senza aver tentato di evitarla, a meno che non si voglia far evidenziare qualche carenza nell’organico o qualche diversità nell’impiego degli uomini, dei quali non si condivide l’eventuale scelta, onde andare al mercato di gennaio con qualche prospettiva diversa.
Credo che non sia così perché questo significherebbe “ tagliarsi qualcosa per far dispetto alla moglie”, ma certo parlare di scarsa velocità e, poi, vedere Diamoutene non convocato, mi fa pensare anche male…
Adesso ci troviamo di fronte all’ennesima scommessa che è quella di proporre un Lecce “casalingo” contro una Sampdoria non certo al top ma, sicuramente, una buona squadra anche senza Cassano. Speriamo che ci vada sempre bene, altrimenti se anche in casa dovessimo cominciare a scivolare, allora sarebbero veramente dolori.

 

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