Sono passati 1291 giorni dal 11 maggio 2007, giorno in cui l’allora Vicesindaco Paolo Perrone si accomodò trionfante sui seggiolini del filobus per la sua prima, ed unica, corsa per le vie di Lecce.

E sono passati quasi sei mesi da quando ho presentato l’interrogazione parlamentare con la quale chiedevo spiegazioni della mancata attivazione del servizio, profumatamente pagato dai cittadini leccesi, pugliesi ed italiani. Gli stessi cittadini che, ad oggi, non sanno ancora nulla dei misteriosi motivi per cui quei pali e quei fili continuino a deturpare la città, senza averne mai potuto toccare con mano la funzionalità.
Prima ci sono stati i ritardi nell’esecuzione dei lavori, avallati da quattro proroghe concesse dall’Amministrazione comunale, delle quali ben tre siglate dall’Amministrazione Perrone. Nonostante questo, dal 14 marzo 2009 i pali, i fili e le vetture per renderli funzionali, sono nella piena disponibilità del Comune di Lecce. Ma è ancora tutto fermo.
Oggi il Sindaco continua a non dire nulla sui motivi per cui il filobus non parte, ma continua invece a scaricare responsabilità a destra e a manca. L’opposizione, la stampa, i dirigenti comunali. Sono tutti lì a complottare contro di lui e contro la cittadinanza. Ora basta. Il Sindaco si assuma le proprie responsabilità proprio nei confronti di quella cittadinanza che dice di voler tutelare. Spieghi ai leccesi perché quel servizio pagato 23 milioni di euro, a differenza di altre città d’Italia che lo hanno realizzato a costo zero, ancora non parta. Spieghi alla cittadinanza, attraverso il Consiglio comunale, quali sarebbero i termini di quelle che lui chiama “trattative” con il consorzio di imprese realizzatrici dell’opera, ma che quest’ultime invece chiamano “contenziosi” presso i tribunali competenti.
Poche chiacchiere, perché i contenziosi legali non si risolvono in base alle dichiarazioni di stampa, ma in base ad atti ufficiali e normative che li regolano.
Se invece esistono tentativi di mediazione extragiudiziale, che questi vengano svelati chiaramente, perché la gestione della cosa pubblica non è una questione privata del Sindaco. Se è vero, come affermato dal Sindaco in conferenza stampa, che la Sirti, azienda capofila del consorzio, avrebbe annullato con una lettera l’incontro previsto nell’ambito di questa presunta trattativa, a causa delle dichiarazioni di Antonio Rotundo, allora si renda pubblica questa lettera, altrimenti saremo costretti ad investire il Prefetto della vicenda, proprio in nome di quel interesse della collettività che Perrone afferma di voler tutelare.
Noi saremmo prontissimi a metterci al fianco di Perrone nella difesa degli interessi della Città, ma questi deve prima di tutto dimostrare di averlo fatto sul serio fin’ora, sia da Vicesindaco prima che da Sindaco dopo, e poi mettere al corrente i cittadini stessi su quale sia la situazione reale della vicenda. Quella realtà della quale, ad oggi, né noi, né il Consiglio comunale, né soprattutto la cittadinanza è a conoscenza, ma solo ed esclusivamente lui.

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