Si è conclusa alla fiera del libro di Campi Salentina la lunga giornata nel Salento del presidente della Camera Gianfranco Fini. Dopo aver tenuto un incontro a porte chiuse nella saletta privata dell’Hotel Tiziano con gli esponenti di Confindustria Lecce e con gli amministratori locali di Fli, il nuovo movimento politico fondato dal Presidente.

 Ad attenderlo fuori un nutrito gruppo di giornalisti e operatori di tv locali, ad una sola di queste è stata garantita l’intervista in esclusiva. Nel frattempo la sala  Giotto gremiva di simpatizzanti in attesa del discorso di Fini. A promuovere e sostenere la visita del  Presidente Futurista ci hanno pensato i vertici regionali di Fli, il deputato Francesco Divella, coordinatore per la Puglia del comitato costituente del nuovo movimento-partito, insieme al sen. Fli Carmine Patarino, al vice coordinatore Giammarco Surico e al coordinatore provinciale, Paolo Pellegrino.

Tantissime rappresentanze del centrodestra in platea, ospite d’onore Adriana Poli Bortone, da qualche settimana Segretario Nazionale del nuovo partito Io Sud che potrebbe coalizzarsi con il movimento di Fini. Crede nell’unione il Presidente e nei programmi comuni, è convinto che non servono i leghismi meridionali né quelli settentrionali.”Non si va da nessuna parte se la politica continua nella sua opera disfattista della ricerca del colpevole, com’è solito fare il nostro Presidente del Consiglio, ha dichiarato Fini, non ci interessa più trovare il colpevole ad ogni mal governo, ci interessa trovare il metodo giusto per il buon governo”.

Ha continuato con i punti principali su cui si fonda il suo movimento politico: dal rispetto tra le forze politiche e le istituzioni, alle linee guida per l’economia, alla corretta distribuzione delle risorse del Paese, alle riforme. E proprio sulla riforma universitaria si è soffermato, dopo le proteste ricevute stamattina in rettorato dagli studenti leccesi per aver dichiarato che voterà il ddl del Ministro Gelmini. Fini insiste sul fatto che si tratta di una buona riforma, che si basa sul concetto di meritocrazia e che estirpa alla radice la logica baronale matrice del più alto numero di corsi universitari d’Europa e, di conseguenza, del più alto numero di disoccupati intellettuali.

Si è detto dubbioso sul Piano Economico per il Sud, il Presidente, conscio del “metodo spot” usato spesso al Governo con lancio di notizie dal titolo altisonante ma senza contenuti. “Verificheremo, leggeremo attentamente, ma per onestà intellettuale e per ridare fiducia ai cittadini-elettori, bisogna dire le cose come stanno, l’Italia attraversa una fase difficile e il ceto medio è il più colpito, chi percepisce un reddito fisso ha perso potere d’acquisto”. Ha concluso con un pensiero sul welfare, sulla sua rimodulazione, dal momento che attualmente la fascia più debole è quella dei giovani che vivono il tempo dell’incertezza e della precarietà, temi da approfondire al più presto con interventi ragionati. ”L’Italia non ha bisogno di un’ennesima campagna elettorale, ma e’ chiaro che se dovessimo arrivarci non ci spaventiamo e non ci tiriamo indietro, abbiamo schiena dritta e coscienza a posto”, è stato il commento finale del Presidente Fini.

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