Il Consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Aurelio Gianfreda ha diffuso la seguente nota: “In merito alla sottoscrizione da parte della Regione Puglia e del Governo del Piano di Rientro Sanitario, esprimo soddisfazione per l’importante risultato raggiunto che evita il commissariamento ed ulteriori problemi alla Sanità pugliese.

Da oggi si potrà finalmente discutere nel merito di un Piano di Riordino Ospedaliero che, pur dovendo soggiacere alle ‘lacrime e sangue’ evocate da Vendola, non può essere sotteso a strategie di smantellamento della Sanità pubblica, così come sembra avvenire con le annunciate chiusure indiscriminate di Ospedali che ricevono continuamente attestati di ringraziamento dai loro utilizzatori, con risultati economici positivi così come specificato dalle Aziende Sanitarie stesse.
Ho avuto modo anche in Consiglio regionale di sostenere che la Regione avrebbe fatto bene ad aspettare le decisioni della Corte Costituzionale prima ancora di procedere alle internalizzazioni. Se fosse stata assunta allora tale decisione piuttosto che dopo, probabilmente avremmo ottenuto la sospirata firma molto tempo prima.
Per quanto riguarda, invece, le specifiche chiusure di Ospedali, ho avuto modo nel corso dello stesso Consiglio regionale di sostenere quanto irrazionale e ‘demenziale’ possa essere ipotizzare la chiusura dell’Ospedale di Poggiardo che si qualifica per i risultati eccellenti sotto il profilo economico e perché serve un territorio (quello della Costa Orientale della penisola salentina)  che a fronte dei 450 posti letto ipotizzati con la costruzione del nuovo Ospedale (se e quando sarà realizzato), si vedrebbe attribuiti circa 200 posti letto (quelli di Scorrano) qualora andasse a compimento l’ipotizzata chiusura di Poggiardo.
Non si tratta, perciò, di difesa di campanile, quanto della necessità di condividere una ‘svolta culturale’ a favore di una Sanità del territorio piuttosto che verso i ricoveri ospedalieri, ma si tratta di un processo che deve essere attivato con gradualità e con contestualità di scelte selettive. Diversamente, il sistema collasserebbe con effetti devastanti per l’assistenza in un territorio che si qualifica per la qualità dei servizi offerti e per l’eccellenza degli operatori impegnati”.

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