Sulla base di una delibera consiliare del 2005 attuata a distanza di 5 anni per successive modifiche, sono state istituite, al Comune di Lecce, 13 Consulte comunali che spaziano in ambiti della vita sociale, economica, sanitaria, culturale, sportiva, territoriale.

A darne notizia oggi, in conferenza stampa, l’Assessore agli Affari Generali Fiorino Greco, presentando il relativo bando con scadenza 13 dicembre e le finalità dell’iniziativa. Si tratta di organi composti da Amministratori comunali, da rappresentanti di Associazioni iscritte all’Albo comunale appositamente redatto e da rappresentanti di Enti Istituzionali. Ogni Consulta ha un Presidente estraneo al Consiglio e alla Giunta comunale e altri 14 componenti; è prevista la partecipazione delle stesse ogni qualvolta, nei Consigli comunali, si discute di temi inerenti alla natura della Consulta stessa e il parere è obbligatorio ma non vincolante. Insomma la creazione di un dialogo tra i cittadini e le istituzioni. L’invito del bando di partecipazione è rivolto alle organizzazioni di volontariato, alle categorie professionali, sindacali, agli Enti. Tutte le informazioni sono reperibili sul sito istituzionale del comune.

Conseguentemente ci sarà una riduzione del numero delle Circoscrizioni di decentramento. Le Consulte saranno attive già dal prossimo Consiglio Comunale e subito dopo la costituzione dei componenti previsti e vivranno parallelamente alla durata del Consiglio Comunale vigente. Paradossale sarebbe se la prima consulta, relativa alla “Tutela della vita umana, della persona e della famiglia”, avvalorasse la proposta dell’Assessore Greco a proposito dell’istituzione di uno sportello comunale per la raccolta dei testamenti biologici dei leccesi. Tema scottante e di grande attualità dopo il caso “Eluana Englaro”, di portata nazionale ma che potrebbe essere demandato alle competenze amministrative. Non la pensa così il sottosegretario di Stato agli Interni Alfredo Mantovano, che ha ritenuto inopportuna la proposta di Greco, sollevando critiche di stupore e indignazione tra la classe dirigente locale e la popolazione. Evidentemente le alte sfere statali intendono detenere l’esclusiva sul problema che interessa i singoli.

 

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