All’indomani della manifestazione al cinema Massimo con il segretario nazionale PD Pierluigi Bersani, i Giovani Democratici del Salento tracciano un bilancio del loro primo anno di attività. Bilancio nettamente positivo come spiega lo stesso segretario provinciale GD

Stefano Minerva: «i Giovani Democratici del Salento con il loro costante impegno, passione e dedizione, hanno spesso imposto al partito e ai territori la discussione, e oggi raccogliamo il frutto di questo impegno vedendolo riconosciuto attraverso i ruoli di responsabilità che ci vengono assegnati, nel partito, ma anche nelle amministrazioni locali, e a giorni costituiremo il forum dei giovani amministratori». I GD sono ambiziosi e guardano oltre il confine della propria provincia e facendo ciò non si tirano assolutamente indietro nel dire ciò che pensano riguardo l’iniziativa di Firenze.
In questi giorni nel dibattito politico, è stato introdotto un nuovo elemento dal giovane sindaco di Firenze Matteo Renzi, circa la necessità di “rottamare”la vecchia classe dirigente del partito per poter affermare a pieno lo spirito del Partito Democratico.
Pur riconoscendo la necessità di svecchiare la classe dirigente politica in generale e quindi non soltanto del PD, i GD del Salento non condividono l’iniziativa dei “rottamatori” così come è stata pensata, al contrario credono, che in questo momento difficile e delicato per il paese, il nostro partito debba restare unito ed essere presente sui temi fondamentali che la gente pone alla politica: lavoro, precarietà, sviluppo economico, ambiente, scuola e università, ricerca, ambiente; temi che questo governo sta drammaticamente ignorando nella migliore delle ipotesi se non addirittura escludendo dalla propria agenda politica afferma Luciano Marrocco responsabile provinciale alle politiche giovanili del PD Leccese.
Proprio per questo, interpretando lo spirito di chi si riconosce nell’organizzazione giovanile, Minerva afferma che i nuovi dirigenti, le nuove forze, piuttosto che contestare il partito, aumentandone la precarietà e distogliendone l’attenzione sulle questioni reali, debbano invece spendere tutte le proprie idee, il loro coraggio, la loro freschezza per contribuire al rafforzamento di una nuova cultura democratica e  riformista, e dando un forte contributo all’irrobustimento della proposta di governo e quindi dell’intero partito.
I Giovani Democratici sono consapevoli del fatto che in certi momenti non è facile restare nel partito, la cosa più facile sarebbe sbattere la porta, o intraprendere strade alternative, facendo ciò però, tradiremo il nostro spirito fondativo. La voglia di cambiare realmente le cose, e non solo il destino del singolo, supera ogni difficoltà e ci alimenta la voglia di lottare per aggiustare quella rotta che ogni tanto è stata smarrita in questi primi anni di vita del PD.
Amendola diceva che “i giovani l’autonomia non debbano chiederla ma prendersela”. Per questo siamo convinti che i giovani non possano chiedere un ricambio generazionale basato solo ed esclusivamente sulla carta d’identità. Il ricambio generazionale deve essere conquistato sul campo attraverso quello che una classe dirigente proiettata verso il futuro riesce a produrre, e qui nel Salento al di là di qualche atteggiamento snobista i Giovani Democratici sono  già una realtà.

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