”Questo e’ l’album dell’io, che ha l’uomo come soggetto, dopo ‘Mentre tutto scorre’, che era ossessionato dal tempo, e ‘La tempesta’, basato sullo spazio, – racconta il cantante Giuliano Sangiorgi – abbiamo sentito l’esigenza filosofica di sintetizzare queste due categorie

e l’uomo ne e’ la sintesi perfetta”. Allo stesso tempo, mettere al centro l’io ”e’ anche un auspicio, quello – sottolinea ancora Sangiorgi – di tornare a un antropocentrismo vero e non al modello di ‘I-life’ che ci spacciano ora per farci credere che quell’io non ha bisogno di altri io, perche’ tanto puoi avere la musica sull’iPod, il cinema in casa e se vuoi puoi anche diventare presidente del Consiglio, mentre non e’ vero, da solo non sei nulla: io senza di loro – dice, indicando gli altri cinque della band – non sono nulla”.

”Il nostro piccolo esempio potrebbe essere un esempio per tutti – dicono – ci piace pensare di poter tornare a una societa’ simile”.

 

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