Apri questo librettino (così lo chiama l’autore Felice Scalia) di appena 57 pagine e ti sembra di entrare in una sorta di contenitore dei giorni nostri e dei suoi fatti principali, dove si accendono speranze che lasciano l’illusorietà dietro la porta.

Il Dio di cui ci parla Scalia, vero e proprio assunto di questo gesuita che è anche, teologo e filosofo, è molto più “fruibile” di quanto non si pensi ed ha una connotazione primaria che non solo è al di sopra di ogni cosa, ma è univocamente acquisibile da ogni essere umano. Lui è di tutti, ribadisce padre Felice, senza distinzione alcuna. Partendo da questo porto sicuro, l’autore leva l’ancora per affrontare in mare aperto e con inusuale chiarezza i problemi e le situazioni che avvinghiano l’uomo moderno, focalizzandole ed analizzandole alla luce delle sue esperienze personali sia di individuo che di uomo di chiesa. Scalia, attraverso un metodo di scrittura lineare e facilmente accessibile, guida il lettore anche meno accorto a considerare un’altra maniera di società contemporanea, svecchiandola dei suoi stupidi pregiudizi e fornendo, alla luce della “Parola”, spiegazioni salde e convincenti. “Il Cristo degli uomini liberi” è molto di più che un semplice vademecum didattico per decodificare meglio la vita e quella cristiana in maniera particolare: è un libro di speranza ed insieme un inno alla vita, come Dio veramente li vuole. Un progetto su e per ogni uomo (nessuno escluso), attraverso il quale vale la pena di impegnarsi per sostenere la propria libertà nel dedicarsi agli altri, cercando la verità sempre e comunque. Pagine queste, scritte  da un uomo schietto, coraggioso ed preparato che invitano tanto l’uomo comune quanto l’intellettuale più impegnato, ad appropriarsi di una speranza diversa, quella in Cristo Gesù, che salva davvero dalla morte, qualsiasi cosa possa essa rappresentare per ognuno di noi.

FLORIANO CARTANI’