L’olfatto è uno dei sensi più antichi che possediamo. È un senso primordiale, ancestrale ed è il primo senso utilizzato dai neonati alla nascita. Già in sala parto il bimbo è guidato dall’olfatto verso la propria madre.

Quando, subito dopo la nascita,  viene messo sul morbido ventre materno che lo accoglie come una culla, dopo pochi minuti, procede strisciando verso il seno materno, guidato dall’odore e lo raggiunge da solo, senza il bisogno di alcun aiuto.
La Natura ha predisposto tutto. Durante le ultime settimane di gravidanza, il bimbo inizia a fare quelle che una volta una mamma definì “le prove tecniche” , cioè si allena a compiere quei movimenti che lo aiuteranno dapprima ad avanzare attraverso il canale da parto, successivamente a raggiungere il seno materno per la prima suzione.
Questi movimenti sono percepibilissimi dalle mamme in gravidanza che avvertono sempre più spesso, via via che il parto si avvicina, il bimbo che punta i piedini verso lo sterno  e preme con la testina in basso, verso la cervice uterina in una sorta di estensione che è il preludio di quello che farà quando arriverà il Grande Momento.
Inizia a prepararsi la strada, si allena, comunica con la madre per avvisarla che è tempo di prepararsi al Grande Incontro, alla prima volta che si guarderanno negli occhi, e così stimola anche la cervice uterina facendo pressione dall’interno e stimola le contrazioni.
È molto affascinante osservare e comprendere come la Natura predisponga sempre tutto. Gli stessi movimenti che nell’ultimo periodo di gravidanza, stimolano, preparano, allenano, durante il periodo espulsivo saranno una componente che si aggiunge alla spinta materna e alla forza della contrazione, mentre dopo la nascita porteranno il bambino a raggiungere il seno materno mentre la spinta dei piedini sull’utero, dall’esterno quando il bimbo striscia sulla pancia per raggiungere il seno, aiuterà la fuoriuscita della placenta.
I momenti subito dopo la nascita sono molto importanti, sono sacri, sono quelli che determinano l’imprinting,  che creano l’attaccamento tra mamma e bimbo. Gli ormoni secreti durante il travaglio da mamma e bimbo non vengono eliminati subito dopo il parto e ognuno di essi svolge un ruolo specifico nell’interazione madre- figlio.
Subito dopo la nascita del bimbo nel sangue materno vi è la più alta concentrazione di ossitocina  di tutto il parto. L’ossitocina denominata l’ormone dell’amore e dell’attaccamento, viene prodotta in grandi quantità durante il travaglio e il parto ma anche in tutte le situazioni amorose o quando, ad esempio, si condivide un pranzo con gli amici: è l’ormone che unisce le persone tra di loro.
Per questo ed altri motivi, il cordone ombelicale non va tagliato subito alla nascita, ma solo dopo che ha smesso di pulsare. Finché pulsa, nella placente c’è ancora sangue che appartiene al bambino e permettere che fluisca tutto verso  diminuisce il rischio di anemie nei primi anni di vita.  Inoltre, continua ad esserci da parte della placenta, verso il bambino, il trasferimento di sostanze preziose quali il ferro e l’ossigeno per cui il bambino può iniziare i suoi primi atti respiratori in maniera dolce e graduale proprio perché li riceve ancora dalla placenta.

E ancora, è presente un’alta quantità di adrenalina: donna e bambino hanno ,nelle ultimissime contrazioni prima del parto, un picco di adrenalina la quale ha lo scopo di rendere vigile la madre perché possa vegliare sull’incolumità del proprio piccolo: pensiamo ai mammiferi che vivono nelle zone selvagge o a quando le donne dovevano proteggere i propri piccoli dai predatori, mentre nel bimbo questa scarica ormonale ha lo scopo di proteggerlo dalla deprivazione d’ossigeno propria di questa fase del parto e a renderlo pronto ad affrontare il mondo esterno così diverso da quello soft dell’ambiente intrauterino.  Come effetto visibile l’adrenalina ha quello di renderlo sveglio, vigile, con gli occhi spalancati e le pupille dilatate in modo da incantare e affascinare la propria madre.
Questo fa sì che s’instauri un contatto di sguardi che crea le basi del legame mamma-bimbo.
Sono questi Momenti sacri che vanno protetti e non disturbati, momenti d’amore tra la mamma e il suo piccolo, di cui beneficiano tutte le persone presenti ad una nascita, se sanno esserci in maniera rispettosa.
LA PACE SI FA UN BAMBINO ALLA VOLTA dice Robin Lim, una grande ostetrica che dedica il suo lavoro a questo scopo.
Un bambino accolto con amore alla nascita porterà questo amore sempre nel suo cuore e lo distribuirà nel mondo!

 

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