In un’epoca in cui il computer ha sostituito le persone e in cui riesce più facile parlare con persone sconosciute e connesse dall’altra parte del mondo che con amici e parenti, non dovremmo stupirci  di molte cose. Indubbiamente ciò esprime un disagio esistenziale purtroppo molto comune, e sembra molto difficile aiutare queste persone.

Sembra di stare parlando di altri mali, come la droga o l’alcool, invece qui si parla di web, di drogati di web, persone cioè dipendenti da chat, video chat e social network, in una società dove ciò che conta è esclusivamente l’apparire. Queste sembrerebbe le solite vuote e stanche frasi retoriche, ma devono spingere a riflettere, almeno quando si parla di morte. Domenica 7 novembre in Giappone, alle 5.30, ora locale, un ragazzo di ventiquattro anni si è tolto la vita davanti alla sua webcam, mandando così la propria morte in diretta su Internet. Il giovane viveva solo nella città di Sendai, nel nord del Giappone, ed è stato ritrovato senza vita nel suo appartamento, con un cappio al collo. I poliziotti erano stati allertati dagli internauti, i quali avevano già ricevuto in chat il proposito del ragazzo di suicidarsi. Il quotidiano nipponico Yomiuri racconta che la vittima , da agosto, era in congedo dal lavoro per motivi di salute, e su internet aveva postato vari messaggi in cui si lamentava del suo lavoro. Domenica il ragazzo ha deciso di farla finita, e di allestire il suo ultimo show sul web, annunciandolo su un sito di condivisione video, Ustream. Qui il ragazzo è apparso all’alba, dapprima innanzi al suo computer, poi, dopo una breve interruzione, è salito sulla balaustra del balcone e si è impiccato con un filo per stendere i panni. La cosa più agghiacciante non  è solo il gesto del giovane suicida e della sua voglia di “condividerlo” con altri, ma sono i messaggi  degli internauti che commentavano il suo gesto: a chi era rimasto un briciolo di senno cercava di dissuaderlo, ma molte altre menti malate lo incitavano a sbrigarsi e a farla finita in fretta. Di questa tristissima vicenda non colpisce solo l’eccezionale numero di suicidi in Giappone (solo l’anno scorso si sono tolte la vita 32mila persone), ma l’assoluta perdita di valori dei giovani d’oggi. Non solo non si aiutano coloro che hanno un problema, grande o piccolo che sia, ma si incita la gente a farla finita; molti sono i casi avvenuti in Giappone di chi inneggia al suicidio sul web, creando addirittura siti in cui si cerca di convincere persone a togliersi la vita e addirittura si elargiscono consigli utili su come farlo. Questo è il mondo che stiamo creando.

 

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