Quando ai miei genitori  chiedevo di accompagnarmi  a scuola in auto, mi veniva inflitta una bella lezione di storia e costume: “Alla tua età, non si andava a scuola in auto. Si andava a piedi percorrendo tanti chilometri, o al massimo in bicicletta!”

Ascoltarli era una vera e propria tortura, e anche se alla fine, mi concedevano il passaggio, significava sorbire  ulteriori  commenti critici sulla mia “generazione viziata”.

Ora  so perfettamente che i miei  genitori avevano a loro volta ricevuto lo stesso tipo d’insegnamento, che allora era così: “Alla tua età, non possedevamo la lavatrice. Dovevamo lavare i panni a mano.”

Ed eccovi alcuni  tipi di “raffronti” dal mio piccolo archivio:

Quando avevo la tua età, non c’era il videoregistratore. Se t’interessava qualcosa in tv, dovevi guardarlo mentre lo stavano trasmettendo. E se su un altro canale c’era un programma interessante, la sola speranza era la replica estiva dell’anno successivo.

Non esistevano i telefoni programmabili. Quando volevi contattare qualcuno dovevi comporti il numero. E se la linea era occupata, ti consumavi le dita fino all’osso per richiamare.

Non c’erano le videocamere. Quando tornavi dalle vacanze, dovevi spedire le pellicole da sviluppare e le fotografie le ricevevi settimane dopo.

Non esistevano i bancomat. Se avevi necessità di prelevare contanti, dovevi fare la fila davanti allo sportello della banca.

Non c’era il telecomando. Per cambiare programmi dovevi alzarti e recarti all’apparecchio televisivo.

Non esisteva la segreteria telefonica. Se proprio si doveva parlare con qualcuno e se attendevi una telefonata, dovevi rimanere in casa finchè arrivava.

Non c’erano gli orologi digitali. Per conoscere l’ora esatta, si doveva guardare l’esatta posizione delle lancette.

Non esistevano le sveglie con la suoneria a ripetizione. Se volevi dormire ancora un poco, rischiavi di riaddormentarti e di presentarti a scuola in notevole ritardo.

Non c’erano le mountain bike con il cambio a più marce. Si aveva solo un cambio a due: quello della bicicletta e quello delle suole delle scarpe che si consumavano nello spingere in salita la bicicletta.

Non esistevano i CD. Per ascoltare la musica dovevi collocare sul piatto girevole un grosso vinilico rotondo, ovvero il disco. E se esattamente ti ricordavi dove si trovavano i graffi, sapevi quando la puntina del giradischi avrebbe iniziato inesorabilmente a saltare.

Potrei proseguire ancora, ma credo di aver reso perfettamente l’idea.  I famosi “raffronti” si sono fatti e si faranno!

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