Il sistema economico attuale si basa su un principio antico e sempre nuovo, un principio che, dai tempi dei padri del sistema moderno, Keynes, Smith, Marx, continua a sorprendere per la sua portata altamente scientifica e sorprendentemente elementare insieme: minimizzare i costi per massimizzare i profitti.

E gli Italiani, soprattutto in tempi di crisi come quelli correnti, sembra stiano diventando straordinariamente abili nell’applicarlo nella vita di tutti i giorni. Se, infatti, l’obiettivo è ridurre le spese per non alleggerire troppo il portafoglio, cercando così di condurre uno stile di vita agiato e “confortevole”, i tagli devono avvenire su ciò di cui non si può fare proprio a meno, limitando però al minimo il sacrificio in termini di comodità e funzionalità. Applicando questa regola di certo non sembrerà così assurdo che sono già oltre 100.000 gli immobili italiani dotati di un impianto fotovoltaico, soprattutto case di nuova costruzione. È quanto rivela un’analisi condotta da Gruppo Immobiliare.it, leader del settore immobiliare on-line. Per i non addetti ai lavori, questi marchingegni sfruttano l’energia solare per produrre energia elettrica. Facile comprendere che sarà soprattutto l’ambiente e, quindi, noi che ci viviamo, a godere dei vantaggi che tale tecnologia assicura, primo tra tutti la riduzione dell’inquinamento energetico. E poi, nell’ottica di una più generalizzata politica di risparmio familiare, una bolletta più leggera, grazie anche agli incentivi statali previsti nel decreto ministeriale che entrerà in vigore entro la fine dell’anno.
Molte speranze si possono ragionevolmente riporre nel fotovoltaico, se integrato con gli altri sistemi di energia rinnovabile, (energia eolica, energia delle maree e energia da biomassa) nella sostituzione graduale delle energie fossili, in via di esaurimento. Segnali di questo tipo provengono da diverse esperienze europee. In Germania in particolare, leader mondiale del settore, sono state avviate molte centrali elettriche fotovoltaiche utilizzando zone dismesse o tetti di grandi complessi industriali. Più discussa è viceversa l’installazione su aree agricole e collinari, che può avere un impatto negativo sul paesaggio.
Purtroppo, allo stato attuale, nonostante lo sviluppo crescente in Italia, ci sono ancora molti freni che inibiscono il decollo definitivo del settore, primo tra tutti gli  alti costi che comporta l’istallazione degli impianti, i quali si aggirano intorno ai 20.000 euro. Il tempo di rientro dell’investimento dipende da due variabili: orientamento dei pannelli e posizione geografica. È doveroso evidenziare però che un investimento di questo genere deve essere guardato nel lungo periodo. La spesa iniziale sarà ampiamente ripagata con una serie di benefici che si spalmeranno su un lasso di tempo indeterminato. Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it, a tal proposito afferma: “Installare un impianto fotovoltaico permette di azzerare in tempi relativamente brevi i costi delle bollette energetiche che, in media, ammontano a 700 euro per ogni famiglia”. Forse a destare qualche dubbio sulle proficuità e funzionalità dello strumento dovrebbe essere il vero e proprio limite intrinseco del fotovoltaico (e in genere di buona parte delle tecnologie energetiche solari): la sua “incostanza” nella  produzione di energia dovuta alla sensibile variabilità dell’irradiazione solare sia in presenza di cielo nuvoloso (almeno alle medie latitudini) sia soprattutto per la sua totale assenza di notte che ne declassano in parte l’efficacia e allo stesso tempo ne rendono necessaria l’integrazione con altre forme di energia alternativa e/o rinnovabile.
Innegabile comunque che l’Italia è sempre più “sole-dipendente”: il primato per numero di impianti va alla Lombardia mentre la Puglia è la regione con la maggiore potenza fotovoltaica istallata. Grazie alla morfologia del terreno, pianeggiante, ed agli elevati valori di insolazione, essa  punta all’innovazione e all’internazionalizzazione. Strumento principe è “La Nuova Energia”, il Distretto Produttivo Pugliese delle Energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Ne fanno parte una rete di imprese, istituzioni, università, enti di ricerca ed associazioni di categoria, con l’obiettivo di fare ricerca industriale e di acquisire competitività. I meriti pugliesi vengono sempre più esaltati come esempio di buon governo ambientale: nel Programma di Sviluppo del Distretto, viene dato ampio risalto agli interventi strutturali di sviluppo della rete di distribuzione di energia elettrica in Puglia.
Maura Corrado

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