”Se Maria Concetta Riina sia la figlia del noto capomafia poco importa, l’unica cosa che mi interessa e’ che sul conto corrente postale di questa persona, come emerge dalle indagini, siano finiti 2.000 euro spariti dal conto bancario del mio assistito.

Per questo motivo ci siamo costituiti parte civile al processo nei confronti di questa donna”. Lo dice l’avvocato Martino Carluccio, legale di don Luca, sacerdote di una parrocchia del Basso Salento, dal cui conto corrente bancario sono scomparsi 1.935 euro. Per il ”furto” informatico e’ stata rinviata a giudizio Maria Concetta Riina, figlia di Toto’ Riina, il capomafia di Corleone detenuto al 41 bis, che pero’ si dice vittima a sua volta di un raggiro. L’avvocato del prete ricostruisce cosi’ la vicenda. ”Quando il sacerdote si e’ accorto che dal conto mancavano dei soldi, ci siamo subito rivolti ai carabinieri che hanno avviato le indagini; attraverso diversi controlli gli investigatori hanno appurato che dal conto del sacerdote, aperto dalla diocesi ma con pochissimi movimenti se non quelli per le spettanze del parroco, era partito un bonifico finito nel conto postale di Maria Concetta Riina, a Corleone in via Verdi”. Secondo il legale, ”probabilmente qualcuno e’ riuscito a clonare attraverso il web, ma non sappiamo come, la password del mio assistito e ha disposto il bonifico, questo almeno e’ quanto hanno accertato gli investigatori”. Il conto corrente della vittima del raggiro, spiega l’avvocato Carluccio, e’ stata aperto da un fiduciario della diocesi. Maria Concetta Riina e’ stata rinviata a giudizio, su richiesta del pm Maria Cristina Rizzo, dal gup del Tribunale di Tricase, Annalisi De Benedictis, per frode informatica e falso in atto pubblico. Il processo si aprira’ il prossimo primo febbraio. La donna, pero’, ha sostenuto di essere estranea ai fatti e di essere non artefice ma vittima di un raggiro. L’ imputata e’ difesa dall’avvocato Tiziana Dell’Anna.

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