Dal pionieristico turismo per pochi degli Anni ’30 e ’40 a sistema complesso. Il dibattito sull’economia turistica del Salento al centro della rassegna letteraria “La Città del libro” di Campi salentina dove nei giorni scorsi sono stati presentati i cinque volumi pubblicati da “Edizioni Grifo”

nella collana di studi e ricerche “Geografia dei beni culturali e ambientali in Terra d’Otranto”. Il lavoro, firmato dal professor Michele Mainardi, è frutto di una meticolosa ricerca realizzata attingendo scrupolosamente agli archivi dell’Azienda di promozione turistica di Lecce (Apt), che ne ha sostenuto la pubblicazione.
Alla cerimonia di presentazione, sfociata in una tavola rotonda dal titolo “Un secolo di storia del turismo salentino”, insieme all’autore sono intervenuti l’assessore regionale alla Cultura e al Turismo, Silvia Godelli (che ha rimarcato il grande valore della cultura nella costruzione di nuovi modelli sociali ed economici); la commissaria dell’Apt Stefania Mandurino e la professoressa Anna Tronu, docente di Geografia all’Università del Salento.
“In questi testi – ha detto Mandurino – c’è l’anima dei salentini. In essi è rappresentato l’incanto dei luoghi di una terra vocata al bello e dinamica che, nel cercare la sua dimensione in un segmento economico nuovo, si oppone con forza a uno sviluppo invasivo come quello che avrebbe caratterizzato le province di Taranto e Brindisi, entrambe segnate dall’industria pesante. Non solo: questo lavoro – ha aggiunto – ha una grande valenza storiografica perché, oltre a testimoniare i passi in avanti che l’ente, pur nella fatica delle ristrettezze dei finanziamenti, riusciva a compiere per promuovere in Italia e all’estero l’industria della vacanza, ci offre uno spaccato politico-sociale ed economico della comunità salentina accompagnandoci nel lungo viaggio da essa intrapreso verso la modernità e lo sviluppo sociale e culturale”.
Il primo volume “L’incanto dei luoghi” – La promozione del turismo nel Salento al tempo delle corriere (1936-1959) racconta la vita dell’ente che dal 1928 inizia la sua esistenza tra chiusure delle comunità locali, particolarmente radicate nella cultura rurale, e condizionamenti geo-politici.
Il secondo, “Cento scatti d’autore” (Anni ‘40-‘60) ci regala uno spaccato di grande suggestione perché giocato sul filo della memoria fotografica, con scatti d’epoca in bianco e nero che l’Ept usava per scopi pubblicitari e illustrativi.
Nel terzo affresco “Il Mare di tutti” – Con l’auto lungo la litoranea salentina nei miracolosi anni Sessanta (1936–1960) emerge la forza di un territorio generoso e unico chiamato a confrontarsi con le nuove sfide culturali. Gli anni Sessanta, anni del miracolo italiano, sono anche nel Salento un inno alla vita: aumentano i consumi, cambia il costume, si allarga la fascia della popolazione che conquista il diritto alla vacanza o, molto più semplicemente, coglie in maniera più coinvolgente le occasioni di svago.
Il quarto libro, invece, accende i riflettori sulla stazione termale di Santa Cesarea Terme, regina delle vacanze curative, raccontandone vizi e virtù: da quando, fine Ottocento, il paese era un pugno di terra con un pugno di pensioni, bagni e nulla più, all’agognato decollo. Decollo che il turismo salentino inizia a sperimentare negli Settanta.
Con “Camere con vista mare” si completa, quindi, la storia di cinque decenni di turismo nel Salento, affascinante viaggio alle radici dell’accoglienza attraverso il quale il turismo è stato occasione per conoscere e conoscersi, capire come il territorio è cambiato e su quale ricchezza di valori la società si è formata. “Viaggio lungo e affascinante nel quale l’Ept prima, l’Apt poi, sono stati, come dire?, il mezzo di trasporto, perché – ha sottolineato Mandurino – è dai loro archivi storici che la narrazione ha preso il via e, come in un gigantesco putzle, il lungo racconto si è magicamente (ri)composto”.

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