Una lettera a Vendola del consigliere regionale dei Moderati e Popolari, Antonio Buccoliero.
“Carissimo presidente,
le chiedo formalmente scusa per aver osato oltremodo chiedere al Consiglio regionale la sua sfiducia. Ma come ho potuto pensare di scalfire il suo operato, la sua immagine e le sue superiori capacità?

Mi sono guardato bene dal proseguire su questa strada, che sarebbe stata per me tombale.

La verità è che, purtroppo, i poveri consiglieri non hanno ben compreso che impegnarsi a Bari, in Consiglio o in commissione o sul territorio della Puglia, è tempo perso.

D’altronde, si tratta solo di alzare la mano per approvare disegni di legge ( forse i ‘pdl’ vengono banditi, perché l’acronimo fa pensare a proposte provenienti dall’altro schieramento).
Molto più redditizio sarebbe dividere la maggioranza e l’opposizione in piccole aliquote da inviare in tutto il mondo a portare il verbo della Puglia. Insomma, in una parola, emulare la sua azione: dobbiamo far conoscere la Puglia in tutto il mondo. Così Maniglio insieme a Zullo e Pellegrino potrebbero portare la buona parola della nostra regione in Sudamerica, Palese e Sannicandro potrebbero erudire la Cina e l’India, e così via sino a coprire l’intero globo. L’augurio è che possa arrivare l’allargamento a 78 consiglieri così non sottoporremmo i più anziani a viaggi estenuanti! Anche perché, se questi consiglieri rimangono in Puglia, non avendo molto da fare, potrebbero creare fibrillazioni, che poi lei dovrà puntualmente compensare.
‘State attenti che se papà torna vi porta a Villa Romanazzi’ (piuttosto, ma chi paga? Perché, se è gratis, organizzo anch’io qualcosa: con quello che costano le sale in albergo!).
Le chiedo scusa, soprattutto, perché lei è vicino al mondo del lavoro e, di conseguenza, alla pancia della comunità pugliese. Come non ricordare il suo impegno a favore dei due operai di Melfi (Ops! Ma quella è Basilicata!). Vuoi mettere l’impegno fuori casa? È come i goal delle nostre amate squadre di calcio: fuori casa valgono doppio! Magari a Lecce, alla BAT (non è la provincia, ma una fabbrica di trasformazione del tabacco, che sta per chiudere e i suoi circa 400 dipendenti non sanno quale sarà il loro futuro) gli operai erano troppi per poter spiegare meglio le ragioni della chiusura. Facciamo un accordo, allora. Degli operai delle altre regioni sarà lei ad occuparsene così anche le altre regioni potranno sapere come lei è in gamba (potrebbe servirle in caso di candidatura a premier); in Puglia potremmo incaricare il suo sfidante nella competizione delle ultime regionali, un certo Michele Rizzi, lo ricorda? Che, forse, facendo l’operaio precario, ci sa fare meglio e sa interpretare ancora meglio i bisogni di questi operai, che alla fine sono precari come noi, poveri politici, che non sappiamo mai se potremo ancora contare sullo stipendio allo scadere del mandato.
Per non parlare, poi, della sanità. Abbiamo risolto il problema delle liste d’attesa tanto che i nostri dipendenti a Brindisi, non sapendo che fare, piuttosto che rimanere inoperosi presso gli uffici ed i poliambulatori, danno una mano a sbrigare le pratiche di quelli privati. È una regione modello la nostra! Possiamo esportare queste buone prassi dappertutto. Abbiamo peraltro finalmente risolto il problema energetico.
‘Là dove c’era l’erba, ora c’è’, finalmente, una intera distesa di pannelli solari. Sono bellissimi da vedere. Spesso, ricerco appositamente un piccolo promontorio per godere del panorama unico (sarà utile per la promozione turistica). Non mi rapisce solo il lato estetico, ma penso anche alla ricchezza (per le multinazionali), che produce siffatta nuova attività industriale.
Da quando sono presenti queste nuove colture, la disoccupazione è magicamente scomparsa da questa regione. Chi asserisce il contrario è un antivendoliano che vuole mistificare la verità.
Chissà se anche i dipendenti degli uffici provinciali del lavoro si comportano come i colleghi delle ASL di Brindisi, non avendo più manodopera da collocare.
Mi auguro davvero di no, MY President!”

 

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.