“Siamo alle solite. Costretti ad assistere agli inutili teatrini dell’opposizione. Copioni già scritti e più volte messi in scena nei quali, gli attori protagonisti, si alternano giocando a screditare l’impegno del Sindaco Paolo Perrone.”

Interviene così il consigliere comunale di Lecce, Damiano D’Autilia. “È facile capire che Rotundo e compagni fingano di non vedere – essendo i primi sostenitori del dissesto della città di Lecce – come il primo cittadino, per una scelta di responsabilità, si stia adoperando con tutte le sue forze per riparare i danni “causati e mai recuperati” dalla precedente amministrazione. Situazioni intricate e onerose per le casse comunali – tanto che la Magistratura è ancora a lavoro per individuarne la risoluzione giudiziaria – che il primo cittadino ha deciso di prendere in mano, offrendo anche la possibilità ai colleghi della minoranza (dovrebbero per questo essere riconoscenti) di fare uscite mediatiche e riempire di contenuto interventi altrimenti anonimi. Mi riferisco al capo dell’opposizione Antonio Rotundo, sempre affaccendato a remare contro l’amministrazione comunale e contro la città: la coerenza politica insegna che è il caso di parlare con cognizione di causa. Rotundo forse non ricorda esattamente che l’attuale Sindaco, nella precedente amministrazione, ha mantenuto la delega al Bilancio fino al 2002, non potendo avere la benché minima responsabilità sui casi Via Brenta e Filobus. Mi chiedo perché il caro consigliere Wojtek Pankiewicz – inizialmente anche simpatico nelle sue manifestazioni di rancore nei confronti del Sindaco Paolo Perrone, ma l’eccesso sfocia sempre nel patetico – da primo sostenitore del Sindaco si sia trasformato nel suo più grande detrattore. Sarà forse perché non è riuscito nel suo intento: diventare assessore? Soddisfare i rancori personali, con inefficaci trovate, non mi sembra il modo migliore per sostenere il bene della comunità leccese. Attendiamo tutti il grande giorno – e in quel caso daremo il via ai festeggiamenti cittadini – in cui il centrosinistra lascerà da parte le critiche e sarà all’altezza di fornire un contributo costruttivo. Ci accontentiamo nel frattempo di avere un Sindaco che si sta esponendo in prima persona che – mettendo la sua faccia per riparare gli errori della mala gestione di Adriana Poli Bortone – lavora assiduamente per assicurare un futuro migliore a questa e alle future amministrazioni. Non offendiamoci se Paolo Perrone non viene a riferirci in consiglio di trattative ancora aperte. Il Sindaco lo farà quando sarà nelle condizioni di portare all’attenzione della città un risultato raggiunto, definitivo: il risarcimento più alto che il Comune può ottenere. Un domani, allora, il primo cittadino potrà essere chiamato a rispondere di quanto fatto oggi. Oggi, però, non può rispondere di quanto da altri fatto ieri. Ce la faranno “i nostri eroi” dell’opposizione ad ammetterlo?”

 

“E’ consolidata abitudine del sindaco Perrone, a guisa di novello don Rodrigo, quando riceve attacchi da parte dell’opposizione, far confezionare risposte, di solito offensive, non avendo egli argomenti seri con cui controbattere, da un’unica penna (barese ?), chiamando poi, di volta, in volta, uno dei suoi Bravi a firmare.” Interviene così il consigliere centrista Wojtek Pankiewicz. “Questa volta è toccata al transfuga Damiano D’Autilia, eletto nell’UDC ed approdato alla corte di Perrone per una poltroncina all’Alba Service.
Perrone galleggia e basterebbero due accadimenti di questi due ultimi giorni per dimostrare che prima se ne va, meglio è per Lecce, che meriterebbe e avrebbe bisogno di ben altra Amministrazione : 1) Per la sua inerzia e la sua negligenza, in oltre un anno, non è stato messo in sicurezza il sottovia di  Viale Leopardi, dove era morto l’avv. De Pace. Così altre tre persone hanno rischiato di morire e la Magistratura è stata costretta a chiuderlo, anche se non piove. 2) Suscitando lo stupore e l’ilarità generale, ancora una volta, a proposito delle tre, dico tre, proroghe concesse per il filobus, ha detto che lui non si era accorto di nulla, scaricando tutte le colpe sul Dirigente. Ma ogni tanto se la prende qualche pratica in mano?”

 

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