“Il governo è pronto a riaprire il bancomat dei fondi Fas per allentare la morsa dei tagli al trasporto pubblico. Il rischio è che anche questa volta lo faccia senza salvaguardare i criteri di ripartizione per le regioni del Mezzogiorno. Come dire, raddoppiando il danno. È necessaria una grande mobilitazione dei parlamentari e delle forze sociali per evitare che si consumi questo scippo”

 L’assessore alla mobilità della Regione Puglia, Guglielmo Minervini di ritorno dalla riunione della Commissione infrastrutture della Conferenza delle Regioni lancia questo appello alla mobilitazione.
“La norma per l’impiego dei fondi Fas come fondi di compensazione per i tagli operati dalla Finanziaria è uscita dalla porta e rientrata dalla finestra. – spiega Minervini – La maggioranza, battuta in Commissione bilancio della camera a inizio novembre,  ha reintrodotto nella Legge di stabilità l’articolo 1 comma 6, dalla dubbia interpretazione, con il quale apre l’utilizzo dei 425 milioni di euro di fondi Fas, destinati ai nuovi investimenti, alla mitigazione degli esiti disastrosi dei tagli ai servizi di trasporto pubblico locale. La formulazione equivoca del testo apre all’ipotesi che le risorse del Fas possano essere utilizzate con criteri diversi da quelli stabiliti  dell’85% al sud e il 15% al nord. Infatti, le regioni del nord sono pronte a mettere le mani su quei soldi. Ne è prova che ieri a Roma stava passando l’interpretazione della norma che riconosceva solo il criterio di premialità che avrebbe favorito le regioni maggiormente autosufficienti come la Lombardia. Sarebbe stata oltre al danno, una beffa. Abbiamo evitato il peggio facendo saltare l’intesa sul documento, ma adesso serve una grande azione condivisa da tutti i parlamentari, indipendentemente dagli schieramenti, e di tutte le forze sociali”.
L’invito finale di Minervini è esplicito:  “I fondi Fas non si toccano. Il governo recuperi per il trasporto pubblico locale altre risorse che non siano ancora una volta quelle del sud. Ma se il governo dovesse persistere in questa ipotesi, che almeno salvaguardino i criteri di ripartizione dei fondi. I parlamentari pugliesi e meridionali, ma anche le organizzazioni sociali ed economiche, hanno il dovere di mettere in campo un’azione convergente per evitare questo ulteriore scippo. Dimostriamo che sugli interessi comuni del territorio c’è un sud vigile e capace”.
 

 

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