Ma è probabilmente, ancora, l’inadeguatezza a generare una qualche necessità di schiarimento noematico. Vi è sempre una specie di “guerra civile” all’interno dei processi psichici, attraverso uno scambio continuo e invisibile fra “computazioni” e rappresentazioni – se si suppone

(e come non si potrebbe?) la generazione non sempre ovvia di quelli che chiamiamo qui, a ragione, fantasmi. Non sempre ovvia perché involontaria, ovvero di origine sconosciuta (per la coscienza). Eppure avviene in ogni momento. Le metafore descrittive (metafore della metafora) di tali guerre civili possono esser troppe: ma in generale, è indietro che bisogna voltarsi in caso di “crisi” avanzata.
Perché sono pur sempre immagini quelle offerte dalla musica: necessità di fruizione – per sopperire ad una carenza di immagini. Quantità di immagini legate ad uno stato individuale (necessità relativa a quello stato) per combattere i fantasmi. Rappresentazioni imprescindibilmente sottoposte al processo dell’autocostruzione, quindi a loro volta mattoni di edifici perennemente (?) rinnovabili. Il fatto allora di non disporre della quantità di informazioni adatta a una comprensione totale – anche se persiste il dubbio che questa nozione di totalità, pur giustificabile sotto diversi aspetti, sia più che mai adeguata proprio a questa situazione di totalità relativa – di ciò che avviene durante tale fruizione – parola fastidiosamente connessa, nell’etimologia, con frutta(re) – non dovrebbe preoccupare più alcuno circa il tema dell’estetica. La domanda è: una volta accertata questa nozione di totalità relativa, è ancora necessario preoccuparsi di metter a confronto totalità di diverse discipline? Non bastano, cioè, a se stesse, risultando così adeguate alle esigenze dei ‘relativi’ campi d’azione? L’epistemicità, forse, potrebbe essere utile per un’autoregolazione di quelle discipline che amano arrogarsi lo status di “scienza”, e quindi, come normativa interna per l’accesso a quel “Parnaso” disciplinare. Ma un giudizio in musica non ha bisogno di questo. Eppure, ancora misteriosamente, si avverte la sua urgenza in quanto indispensabile. E forse, lo è ancora per un suo accordo con qualche tipo di finalità.

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