“Occorre andare al di là del pronunciamento della Corte Costituzionale e comprendere che quella del nucleare non è una questione meramente giuridica e giurisprudenziale. La politica deve opporsi con tutte le sue forze all’insediamento di un qualsiasi impianto nucleare sul territorio della Puglia, che ha già pagato (e paga) un prezzo altissimo al resto del Paese per la produzione di energia elettrica”.

È questo il commento del presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittime le leggi regionali con cui Puglia, Basilicata e Campania avevano vietato sul loro territorio l’installazione di impianti di produzione di energia nucleare, di fabbricazione di combustibile nucleare e di stoccaggio di rifiuti radioattivi.
Già in altre occasioni il presidente del Gruppo Udc si era espresso contro l’insediamento di impianti nucleari in Puglia, annunciando possibili barricate nel caso in cui il Governo dovesse decidere per una simile “sciagurata” installazione “su un territorio che può vantare un paesaggio naturale ed architettonico unico e che ha come sua vocazione naturale il turismo”.
“Faccio appello a tutte le forze politiche presenti nella nostra regione – ha continuato il presidente Negro – occorre fare ogni sforzo e profondere tutte le energie per tutelare il territorio pugliese, al di là del pronunciamento della Corte Costituzionale”.
“Voglio ricordare anche la promessa di Berlusconi in campagna elettorale che aveva escluso qualsiasi impianto nucleare in Puglia. Se nel Presidente del Consiglio e nel Pdl esiste ancora un minimo di coerenza tra quello che propagandano e quello che attuano – ha concluso Salvatore Negro – allora siamo certi che tutti gli amici del Pdl accoglieranno il nostro appello e si uniranno a questa nostra posizione”.

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