Investiti dal battesimo, resi forti dalla fede, guidati dalla carità. È l’ora dei laici. Questa affermazione era già stata pronunciata con il Concilio Vaticano II (1962-1965) ma oggi sembra tuonare con un’eco diversa.

L’eco della libertà, dell’autonomia, dell’equilibrio che deve avvolgere la missione che i credenti non consacrati devono costantemente avere nella vita: portare nel mondo il lievito rinnovatore del Vangelo.
Lo auspica chiaramente l’arcivescovo di Otranto, monsignor Donato Negro, che con un suo messaggio di sprone al massimo impegno chiuderà il convegno “Cattedra del Concilio – I laici dal Concilio Vaticano II all’Assemblea di Verona” che si svolgerà giovedì 25 e venerdì 26 novembre presso l’auditorium idruntino “Porta d’Oriente”.
Per due giorni, a partire dalle ore 18,30, si potrà affrontare il discorso riguardante il laicato grazie anche all’esperienza e alla testimonianza di Ina Siviglia Sammartino, docente di Antropologia teologica presso la Facoltà Teologica di Palermo.
I destinatari di questo importante incontro sono i presbiteri, i religiosi, gli operatori pastorali ed i rappresentanti di associazioni, gruppi, movimenti ecclesiali e confraternite. Insomma, tutti coloro che sentono vivo e bisognoso di rinnovamento l’apostolato dei laici.
“Per coltivare buone relazioni umane ne bisogna favorire i genuini valori umani, anzitutto l’arte del convivere e del cooperare fraternamente, di instaurare il dialogo” (da Apostolicam Actuositatem, decreto del Concilio Vaticano II)

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