“Il giorno dopo la firma del Piano di Rientro risulta evidente, dalle dichiarazioni dei consiglieri della maggioranza, che qualcuno avrebbe forse preferito non firmare quel Piano, perché ora la Giunta sarà costretta a dare esecuzione non solo alle prescrizioni del Governo, ma soprattutto a quello che la Giunta stessa ha previsto per rientrare nei parametri di spesa, di rispetto delle Leggi e delle intese tra Stato e Regioni.

Concordiamo col Presidente Introna sul fatto che la firma sia un bene per la Puglia.
Ma da Losappio a Gianfreda e chi più ne ha più ne metta, si confonde, forse artatamente, tra Piano di Rientro, Piano di Riordino e Piano Sanitario.
Quello firmato ieri è il Piano di Rientro, frutto di recepimento di Leggi nazionali approvate da Governi di centrosinistra per consentire alle Regioni variamente inadempienti sulle intese tra Stato e Regione e sul mancato rispetto del Patto di Stabilità, di mettersi in pari e accedere così alla quota integrativa del Fondo Sanitario Nazionale (per la nostra Regione sono i famosi 500 milioni di euro) che la Puglia tiene bloccata a Roma da ben due anni per non aver rispettato il Patto di Stabilità nel 2006, 2008 e 2009 e non aver recepito le due intese tra Stato e Regioni (Patti per la Salute) del 2005 e del 2009. Fatto, questo, che io personalmente ho denunciato come minimo 80 volte negli ultimi due anni con altrettanti comunicati stampa e/o interventi in Commissione e in Consiglio, dicendo alla Giunta Vendola che per ottenere quei 500 milioni di euro avrebbe potuto e dovuto presentare il Piano a partire dal 1° gennaio 2008, come prevedeva la Legge Finanziaria di Prodi approvata a dicembre del 2007. Ma la Giunta Vendola ha preferito farsi tutte le campagne elettorali dal 2008 ad oggi, senza procedere alle riorganizzazioni dei posti letto previste dalle intese con lo Stato (regolarmente firmate a suo tempo anche dalla Regione Puglia) e senza contenere la spesa sanitaria, continuando invece con sprechi, clientele e acquisti ingiustificati di beni e servizi, ammessi dalla stessa Giunta Vendola nel Piano della Salute. Consigliamo ai consiglieri di maggioranza di leggere il testo del Piano di Rientro firmato ieri a Roma. Scopriranno che, mentre il Governo nazionale chiede alla Puglia solo di rispettare la Costituzione, le sentenze della Corte Costituzionale e le Leggi nazionali, è la Giunta Vendola a decidere come e dove tagliare per rispettare gli obiettivi di finanza pubblica e, precisamente, è la Giunta Vendola a decidere di tagliare servizi e chiudere ospedali per risparmiare, piuttosto che tagliare sprechi, clientele, spese inutili che invece restano intatti.
Peraltro nelle note di qualche consigliere di maggioranza notiamo oggi più di qualche dubbio anche sul fatto che il Governo Vendola sia andato avanti nel processo di internalizzazione del personale senza aspettare il pronunciamento della Corte Costituzionale.
Avremo modo di confrontarci in Consiglio sul merito del Piano. Quel che non è assolutamente condivisibile, e che noi non avremmo mai neanche pensato, è il fatto che la Giunta Vendola in questo Piano decide di tagliare servizi e chiudere ospedali, lasciando intatti e non tagliando neanche di un euro sprechi, clientele e spese pazze delle Asl. E questo è frutto solo ed esclusivamente delle scelte del Governo Vendola. Il Governo Berlusconi e i suoi ministri non c’entrano proprio niente!”

loading...

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

uno × 1 =