“Ma può il presidente della Regione Puglia citare Oliver Twist e l’Europa del dopoguerra tracciando le ‘strategie’ della Regione per il futuro delle famiglie pugliesi?

Può condannare i tagli al welfare colui che a marzo scorso, per aver sforato il Patto di Stabilità, ha approvato una delibera con cui tagliava di 282 milioni di euro di fondi per il sociale destinati a Comuni e Province? Chi ha azzerato i fondi per la non autosufficienza, per l’occupazione dei disabili, per l’integrazione scolastica e per la nuova povertà?
Può parlare di famiglia chi voleva negare ai medici obiettori la possibilità di operare nei consultori pugliesi?
Può parlare di lotta alla povertà chi mantiene più alte le aliquote delle tasse regionali e taglia i servizi per continuare a finanziare sprechi, sperperi e clientele?
Può parlare di giustizia sociale chi ha talmente disastrato la sanità da essere stato costretto a bloccare fino a dicembre esami e visite specialistiche garantendo solo le urgenze?
Può parlare di cattiva coscienza della società chi continua a sfruttare e strumentalizzare il suo ruolo di presidente della Regione per fini politici, alimentando un quotidiano e dannoso scontro con il Governo nazionale?
Ma Vendola si è accorto di essere tornato in quella Puglia che in sei anni di suo Governo ha impoverito con tasse e debiti? O crede di essere ancora tra gli Stati Uniti e le tv nazionali dove può fingere di essere quello che non è, disegnare una Puglia che non esiste e auto incoronarsi come il Messia della sinistra?”

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