“E’ semplicemente incredibile che la Giunta Vendola – dice Rocco Palese – sfrutti con oltre un anno di ritardo la possibilità di certificazione del credito concessa dal Governo nazionale con la Legge 2 del 28 gennaio 2009. Ed è ingiusto che le incolpevoli aziende creditrici della Regione debbano

pagare a spese loro gli interessi di questa operazione dettata solo dal fatto che la Giunta Vendola ha scelto scientemente di violare il Patto di Stabilità.
Ci vuole una bella faccia tosta da parte di Vendola per dire che oggi la Regione “aiuta” le imprese: quelle imprese non possono essere pagate perché, mentre tutti si interrogano su come allentare i vincoli del Patto ma lo rispettano, a febbraio scorso, in piena campagna elettorale, la Giunta Vendola si dichiarò orgogliosa di averlo sforato perché solo così ‘si poteva salvare l’economia pugliese’.
Peraltro, visto che la Giunta ha deciso di violare il Patto, non si capisce perché abbia atteso oltre un anno per sfruttare una possibilità che non è frutto di sue intuizioni, ma è stata concessa dal Governo Berlusconi con la Legge 2 del 28 gennaio 2009, che al comma 3 bis dell’articolo 9 prevede questa strada. Peraltro anche in Puglia sono decine le Pubbliche Amministrazioni che già hanno adottato questo provvedimento.
Ma la diabolica perseveranza con cui questo Governo regionale ha deciso di mettere in ginocchio le imprese, è tale che oggi Vendola si vende la Fontana di Trevi dicendo che è la sua Giunta ad avviare per prima questo percorso e ad essere in grado di svolgerlo in 20 giorni (tutto previsto dalla Legge 2/2009!) e al danno di aver negato alle aziende i soldi che gli spettavano, si aggiunge la beffa che saranno sempre le povere aziende a doverci rimettere pagando pure gli interessi su questa operazione… Se questa è la buona notizia che Vendola dà alla Puglia, figuriamoci quella cattiva!!!”