“ Le notizie apprese dalla stampa locale nel fine settimana impongono delle precisazioni”, con queste parole il sindaco Perrone ha introdotto la conferenza stampa a Palazzo Carafa  per l’ennesimo chiarimento sul caso di via Brenta e del Filobus.

Il fatto: il comune di Lecce è in piena negoziazione con Mediobanca e un raggruppamento di imprese multinazionali, due colossi al confronto di una piccola realtà cittadina, alla vigilia dell’udienza civile, fissata per il primo dicembre, quando il comune chiederà il riconoscimento della nullità del contratto stipulato a suo tempo da altre amministrazioni sui palazzi di via Brenta. Nel frattempo, la SelmaBipiemme Leasing s.p.a. rivendica la solvenza da parte del comune sulle irregolarità di pagamento che quest’ultimo non riconosce in toto ma solo in parte e senza interessi, non essendo debitore ma creditore. Il comune non intende, inoltre, sanare irregolarità edilizie, urbanistiche e di destinazione d’uso che non gli competono, né rilasciare alcuna fideiussione bancaria a favore di SelmaBiemme.

Su questi e altri punti è in corso una trattativa per un accordo tra le parti alla quale si interpone la volontà politica di danneggiare l’immagine e l’operato dell’amministrazione comunale, ha tuonato Perrone, anziché fare squadra attorno ad una questione che grava alle casse comunali e a tutta la cittadinanza. “ L’intervento di Rotundo sul caso Filobus e Brenta, ha ribadito il sindaco, è fuori luogo e non fa altro che ostacolare la trattativa in corso, almeno per una volta lo vorrei dalla mia parte”, chiaro riferimento ad alcune questioni rese note alla stampa da parte del consigliere Rotundo e che il sindaco avrebbe preferito tenere riservate data la delicatezza della questione.

La stessa amarezza per il caso Filobus, ha continuato Perrone. In seguito ad un’inchiesta giornalistica realizzata da una tv locale, l’amministrazione ha deciso di nominare un esperto esterno, l’avvocato Guadalupi, per fare chiarezza sull’intera vicenda. L’esperto, dopo le indagini del caso, ha sollevato alcune criticità, tra cui le proroghe concesse alle società appaltatrici e per le quali, secondo Perrone, mancavano i presupposti. Un corto circuito interno, probabilmente, attribuibile agli amministratori delegati a tali concessioni.

Anche in questo caso, per la lungaggine della trattativa e per ammortizzare ulteriori spese, si sta pensando ad un’alternativa della gestione del filobus, ed anche in questo caso “irrompe giulivamente Rotundo” ad ostacolare il decreto ingiuntivo e la citazione per inadempienze che il comune attribuisce all’ATI. Nel caso filobus, ha ricordato Perrone, non c’è un procedimento penale in atto ma solo un’indagine della Corte dei Conti, da parte dell’amministrazione comunale c’è la volontà di venire a capo di entrambe le questioni che danno filo da torcere alle casse comunali.

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