«La sentenza con cui la Corte Costituzionale ha accolto in toto il ricorso del Governo verso la Legge 27/2009 della Regione Puglia, dichiara anche sostanzialmente insufficienti a far cessare l’oggetto del contendere le successive Leggi con cui la Regione ha modificato quelle norme, Leggi che sono, a loro volta, già oggetto di impugnativa da parte del Governo.

Questa ennesima autorevole conferma della Consulta sull’operato del Governo, dimostra come da parte nostra non vi sia mai stato alcun accanimento, né alcun atteggiamento “politico”, ma l’esercizio (ritenuto oggi corretto anche dalla Corte Costituzionale) di competenze e garanzie costituzionali, anche nel solco di quella leale collaborazione tra Istituzioni dello Stato, più volte invocata dalla Regione Puglia e più volte dimostrata dal Governo, sia con le due proroghe concesse per la firma del Piano di Rientro, sia con le stesse impugnative e il successivo confronto tra i livelli tecnici della Regione e dei ministeri interessati.

Avendo la Consulta sancito in via definitiva che quelle poste dal Governo verso le Leggi della Regione Puglia non erano mere questioni formali, ma sostanziali e poste nell’esclusivo interesse dei cittadini, nel confermare alla Regione Puglia la piena disponibilità degli apparati tecnici del Governo, mi auguro che nessuno voglia sollevare nuove polemiche e che, piuttosto, questa sentenza venga considerata non solo da noi una guida nel breve percorso che ancora ci resta da fare, nel confronto e nel dialogo tra Governo e Regione, per giungere agli ormai indispensabili aggiustamenti dell’accordo e, quindi, alla firma del Piano di Rientro e allo sblocco delle somme nell’interesse esclusivo e comune della nostra regione».

 

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