Verrà inaugurato domenica 21 novembre, con una solenne cerimonia, il nuovo monumento ai caduti in guerra della Città di Poggiardo.
La cerimonia si terrà presso il Parco della Rimembranza, a partire dalle ore 10.30, e vedrà la partecipazione del Ministro per gli Affari Regionali Raffaele

Fitto, del Presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, del Sen. Giorgio Costa, del Prof. Giovanni Giangreco, di Parlamentari del territorio, di Consiglieri Regionali e Provinciali, dei Sindaci del territorio, delle più alte autorità militari della provincia,  di Associazioni combattentistiche, degli Istituti scolastici di Poggiardo e Vaste.

La cerimonia sarà accompagnata dalla Banda della Brigata “Pinerolo” dell’Esercito Italiano.

Il programma si aprirà con la lettura di alcuni brani e poesie a tema da parte dei ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Poggiardo, e della preghiera del soldato da parte di un reduce della Seconda Guerra Mondiale. Seguirà la scopertura del monumento e la benedizione del Parroco di Poggiardo e la cerimonia degli Onori ai Caduti in Guerra con la deposizione di una corona sulle note del Piave e del Silenzio eseguiti dalla Banda della Brigata Corazzata “Pinerolo”.
Chiuderanno il programma gli interventi del Sindaco di Poggiardo Silvio Astore, del Ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto, del Presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, del Sen. Rosario Giorgio Costa, del Prof. Giovani Giangreco.

L’opera realizzata dall’artista Virgilio Pizzoleo e dedicata a “La memoria dei caduti italiani in scenari di guerra del novecento: dalle guerre mondiali alle missioni internazionali” si presenta come un blocco monolitico di 3 metri e rappresenta la terra di cui l’uomo è impastato e da cui prende forma, in questo caso emblematicamente rappresentata dall’autoctona pietra leccese. Da questa unica pietra scaturisce una triade di figure drammaticamente espressive: compaiono tre soldati, fusi fra di loro, nella roccia che li plasma, nella lotta per la sopravvivenza contro la barbarie della guerra, fratelli di una umanità da difendere. Uomini, tre, come il simbolico numero dell’Amore che appassiona alla vita.

Il monumento di fatto non coglie la scena di un soldato morente, non è un inno alla guerra o ai suoi strumenti di morte, le armi sono deposte oppure assenti.
Si rappresentano soldati e uomini. L’umanità è colta nell’atto di sostenersi e di lottare per un alto ideale che l’uomo con la sola forza della ragione può e deve raggiungere aggrappandosi al significato più profondo dell’esistere.

Passione per la vita e per l’uomo affiorano dal blocco unico come unica è la Pace per cui il soldato combatte e che difende con la propria carne.

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