L’artista Alfredo Profico è stato premiato con il Trofeo di Bruges “Porta delle Fiandre”, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bruges con la collaborazione del Provinciaal Centrum Morele Dienstverleing di Bruges e della Galleria “AmArtlouise Gallery” di Bruxelles.

Grazie a questo riconoscimento internazionale, Profico, con l’opera dal titolo:“Porto al tramonto” ha partecipato un evento espositivo che si è svolto nel cuore dell’incantevole Bruges dal 7 al 29 ottobre presso la suggestiva Cappella “De Sleutelbrug”.

Inoltre, Alfredo Profico con l’opera “Margherita” si è classificato all’VIII posto al Concorso d’Arte “Prima Biennale Internazionale Città di Lecce” di Pittura, Scultura e Grafica – Città di Lecce, dopo essere stato selezionato tra 1300 pittori, scultori e grafici di tutta l’Europa. Tra tutti i partecipanti, 700 sono stati eliminati e tra i rimanenti 600, la giuria di critici ed esperti d’arte ha ammesso al concorso solo 100 opere. Le quali sono state valutate da una Giuria, con Presidente onorario il Critico Paolo Levi, composta da Anna Francesco Biondolillo (Critico d’Arte – Presidente dell’Associazione “Il Tempio” di Palermo), da Pompea Vergaro (Giornalista e Critico d’Arte), da Maria Stomeo (Gallerista), da Donato Chiariatti (Presidente Associazione Culturale “LiberArt”), da Vincenzo Abati (Critico d’Arte).

Per Profico la motivazione della giuria, redatta da Pompea Vergaro è stata: “Questa luce viene forse dal suo cuore? Ogni tratto della donna manifesta una certa melanconia,ma le linee segnate e sottolineate sono il tentativo di voler imporre la fisicità alla luce o è un gioco delle parti?” . L’organizzazione della manifestazione era curata dall’Associazione Culturale “LiberArt”, con la Collaborazione della Galleria StomeoArt di Martano (Lecce), l’Associazione Artistica “Il Tempio” di Palermo ed il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce.

L’artista nato a Sedan (Francia) il 2 maggio 1958, vive a Poggiardo, dove tra gli anni ‘80 e ‘90, viene folgorato dall’arte e inizia a interessarsi alla pittura, dipingendo su diversi materiali come il vetro, la ceramica, la tela e il legno realizzando innumerevoli opere che poi espone nella sua attività commerciale. Successivamente si è dedicato completamente all’arte, partecipando a mostre individuali, collettive e manifestazioni artistiche in tutta Italia. Nell’anno 2009 ha esposto a Borgo Cardigliano a Specchia nella “Sala dei Melograni”, a Muro Leccese presso “ Il Palazzo del Principe” e a Lecce nella Galleria d’arte “Pass partout”. Nel 2010 ha partecipato a Bruxelles al Concorso “Avanguardie Artistiche 2010” con la pubblicazione di un’opera sul relativo Annuario d’Arte e sul periodico d’arte nazionale “Boè”. Nello scorso marzo ha presentato le sue opere nella Personale dal titolo “Percezione Sensoriale” presso il Palazzo della Cultura di Poggiardo ed a luglio presso le Sale del Castello Spinola – Caracciolo di Andrano. Lo scorso aprile, l’artista è stato premiato con il “Trofeo Guglielmo II” per il suo operato artistico nel corso dell’anno 2009, il riconoscimento artistico era promosso dall’Assessorato alla Cultura di Palermo, con il patrocinio della Provincia di Palermo, in collaborazione con l’Associazione “Il Tempio” di Palermo e il Museo Civico d’Arte Contemporanea e Moderna “Giuseppe Sciortino”.

Il Prof. Giuseppe Afrune così scrive dell’artista: “Alfredo Profico è un pittore dai bei colori che ardimentosamente ama porre in evidenza. A volte lo fa in maniera sfrontata come a definire e qualificare senza equivoci le proprie scelte, che danno senz’altro variegati referenti storici, ma che complessivamente mettono in luce un modo di intendere e personalizzare la pittura che è strettamente convincente. E così nature morte, composizioni floreali, distese di campi fioriti, nudi, trovano nella pittura di Profico un nuovo modo di essere vissuti e rappresentati: tra tormentate istanze espressive, appassionate accensioni di colori, vibranti sintesi linguistiche nelle quali l’oggettività, trasfigurata dalla prepotente e sensibilissima personalità del pittore, si disperde e si annulla quasi per rinnovarsi e prendere nuovo corpo in poetiche composte, e definite visioni. Il valore delle opere del pittore risiede proprio nel fatto che esse esprimono con una tecnica molto personale, la lucentezza e l’essenzialità delle figure che sembrano velate allo stesso modo che una caligine frena e attenua la violenza della luce solare. Nella costruzione dell’opera, i rapporti lineari e chiaroscurali tendono a perdere il senso stretto di suggerimento dei volumi, per distinguere e delineare cromaticamente il volume nell’area in cui sono collocati, ma spesso assurgono anche alla funzione di sollecitare la visione verso la spazialità entro la quale l’oggetto simbolo prende forma.”

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