E’ fuori discussione: i torti arbitrali ci sono, ci sono sempre stati e molto probabilmente sempre ci saranno,sono sistemici. Ci saranno almeno fino a quando il calcio stesso non si armerà di ascia e procederà all’abbattimento della malapianta che nel suo organismo alligna; impresa non facile, forse pura utopia.

Evidenziare gli errori, renderli pubblici, è operazione non soltanto legittima ma addiritura doverosa quandanche non udibile dal “palazzo”.
Lasciatemi tuttavia aggiungere che, a fronte di questi sacrosanti rilievi, sarebbe forse utile e necessario focalizzare l’attenzione anche su altri problemi che, almeno quanto quelli sopra citati, incidono pesantemente sui risultati della squadra. Faccio un esempio:
Primo gol di Di Natale a Udine; Floro Flores è in evidente posizione di fuorigioco e qui prende corpo l’errore arbitrale, ma nel frattempo il Di Natale, come più volte accaduto ad altri avversari in questo campionato, si infila nel corridoio spalancato volando indisturbato verso Rosati. Non è dunque postulabile che l’uno errore copra l’altro; aggiungo anzi che quello su Floro Flores è un errore  statisticamente meno frequente rispetto a quell’altro che, per sorriderci su, definirei  da “viacard al casello autostradale”. Il terzo gol di Pazzini ne è una ulteriore prova mentre il primo è diverso soltanto  perchè nasce da corsia laterale.
Su queste discrepanze si può intervenire  con buone possibilità di ottenere quei risultati che sul versante degli errori arbitrali sono un tantino più problem atici. Se però il ripetersi di “orrori arbitrali” tende a sfociare nell’accanimento “ad squadram”, allora sarà proprio il caso di imitare Pier Capponi:
Voi squillate le vostre trombe? Noi suoneremo le nostre campane!

 

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