Fare punti a Cagliari è ora una necessità impellente; necessità la cui importanza non può sfuggire a nessuno. Se dalle precedenti trasferte ci si attendeva un segnale di svolta, ancora invisibile, qualcosa che tranquillizzasse il popolo giallorosso allorquando il Lecce

giocava fuori casa, ora si è aggiunto un motivo più urgente: la classifica non protegge più come in precedenza, per cui il rischio di finire sotto la linea di galleggiamento è ora reale.
Più che nel recente passato c’è oggi una pressante necessità di quella svolta a lungo promessa, attesa, sperata. Si sa che quella di Cagliari non sarà una trasferta facile (quale lo sarebbe?). Nuovo allenatore, squadra corroborata dalla recentissima vittoria in trasferta e dunque morale ritornato ad alti livelli, organico che annovera tre o quattro  nomi che hanno concretamente incuriosito più di una cosidetta “grande”; questo è il Cagliari che, confidando in un successo, attende il Lecce ed aspira ad una più tranquilla posizione di centroclassifica.
Ha messo a segno tre gol più dei giallorossi incassandone tredici in meno; numeri che hanno un qualche significato. C’è, insomma, di che stare sulla corda. Il Lecce non può più permettersi di andare giulivamente per il sottile; non siamo all’emergenza, questo è indiscutibile, ma c’è davvero necessità che l’andazzo da trasferta giunga ad una svolta che porti punti ed una spruzzata di serenità.
Non tragga in inganno il tonfo casalingo degli isolani contro il Bologna in coppa: la coppa, almeno in q uesta fase, è calcio diverso; viene usata come laboratorio . . . . di analisi . . .!