Se non è un discreto vantaggio sarà d’uopo ammettere che si tratta, quantomeno, di sorte non propriamente avversa. Alludo ovviamente alle assenze che l’Inter lamenterà nel confronto di questa sera al “via del mare”.

Prima o poi, si obietterà, capita a tutti di incappare in qualche infortunio e l’Inter, d’altra parte, dispone di un organico qualitativamente e per quantità tetragono a questo tipo di sventura. Su questo tema si può essere concordi se non fosse che, scorrendo i nomi degli assenti, appare francamente impegnativo trovare dei sostituti, dei “succedanei” a gente del calibro di Julio Cesar, Majcon, Cambiasso, Samuel e , più ancora, Snaijder.
Queta situazione non ci indurrà di certo a cospargerci il capo di cenere nè a dispiacerci fino alle lacrime per i problemi di Benitez perchè, si, sarebbe giusto mantenere in bella vista, sempre, lo spirito sportivo, ma in questi casi il tifo prende il sopravvento e dunque, dichiararsi dispiaciuti, sarebbe pura e sfacciata ipocrisia. Ciò che maggiormente conta è vedere all’opera, per la prima volta opposto ad una grande tra le mura amiche, il Lecce fin qui efficace in versione casalinga; nel corso di questo campionato si tratta però della prima visita di una “grande” e pertanto grande è la curiosità (e con essa un filo di ansia) per questo vernissage al “via del mare”.
Lo affermo con convinzione extra tifo: Il risultato finale è aperto. E’ aperto perchè il ruolino interno dei giallorossi è stato fin qui una garanzia, è aperto perchè l’Inter, quandanche incerott ata, è sempre l’Inter campione d’Italia e d’Europa. Su una cosa non possono esserci incertezze: il Lecce non potrà concedersi distrazioni e leggerezze tenuto conto che, pronta ad approfittarne, c’è gente scarsamente incline al perdono!

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