Cura dimagrante per gli Ato (Ambito territoriale ottimale per i rifiuti), con una riduzione da quindici a sei. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione con la quale si chiede alla Giunta di “aggiornare e modificare entro 90 giorni il Piano di gestione dei rifiuti nella parte relativa alla redifinizione degli Ato, passando dagli attuali quindici a sei, uno per ogni territorio provinciale”.

La proposta partita dal Sel, ha trovato il favore di tutti  i gruppi, sia di maggioranza che di opposizione. Questi ultimi in particolare hanno sottolineato la necessità di rivedere un po’ tutto il sistema che, secondo il presidente del Pdl, Rocco Palese, “è fatto di strutture a gestione clientelare e disinvolta, che stanno facendo arricchire gli avvocati a seguito delle centinaia di contenziosi”. “Trasformare gli Ato in penitenziari sarebbe anche poco” – ha detto Palese.
Sulla stessa lunghezza d’onda gli interventi di Ignazio Zullo e Massimo Cassano (Pdl), e del capogruppo dell’Udc Salvatore Negro. Tutti ritengono che le competenze degli Ato  si potrebbero ricondurre ad un’unica Agenzia.
Negro aggiunge che “un maggiore conferimento di competenze alle province e un ritorno alla delega in capo ai Comuni per quanto riguarda i servizi annessi alla raccolta dei rifiuti, potrebbe rendere tutto più qualificato”.
“La scelta di chiedere la riduzione degli Ato – ha spiegato Losappio (uno dei firmatari della mozione)-  viene dalla considerazione che il proliferare di questi organismi non è garanzia di buon governo, questo è chiaro, nei fatti”.
L’assessore all’ambiente  Lorenzo Nicastro, ha spiegato all’aula che “il governo è disponibile ad effettuare tutte le verifiche e le valutazioni attraverso una ricognizione puntuale”.

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